VANESSA GRAVINA: «Cucino solo se devo mangiare in compagnia, e prediligo la pasta»

«Per me la cucina deve essere un qualcosa di dedicato. Non te la puoi suonare e cantare da sola, almeno dove c’è creatività, e nella cucina c’è creatività. Quindi devo avere il mio pubblico. Se sono da sola va bene anche l’uovo alla coque. Se devo cucinare deve esserci condivisione, devo farlo per altri, per la persona cui voglio bene, per i parenti, per un’amica».

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AGNESE LORENZINI: «La lasagna del nonno, nel pranzo della domenica, era immancabile»

«Quello che a noi tutti piaceva moltissimo era la besciamella molto liquida. C’è chi la preferisce densa, invece a noi piaceva il fatto che tagliavi la lasagna e ‘sbrodolava’ questa besciamella buonissima, con la noce moscata, e poco pomodoro. Questo era lo stile di nonno. Ma sbaglio a parlare al passato. È vero, la cosa non è più così frequente, ma ogni tanto capita ancora di passare la domenica insieme, ed è sempre molto piacevole»

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LORENZO SARCINELLI: «Adoro le alici fritte. Da bambino, una volta ne ho mangiate fino alla nausea»

Eleonora, la mia baby setter, sapendo che amavo le alici fritte, magari accordandosi con mia madre, perché non poteva fare questa cose di nascosto, le preparava in quantità eccezionali. Naturalmente non erano tutte per me, ma una parte era destinata ai miei genitori, ma una volta, preso dalla gola e profittando della distrazione di Eleonora, ne mangiai tante da sentirne addirittura la nausea, appunto».

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MIRIAM CANDURRO: «Paccheri con i gamberi è stato per anni il piatto del mio compleanno»

«Nel corso dell’anno mia madre non cucinava mai questo piatto, ma il giorno del mio compleanno non mancava mai. Per quanto ricordi, ogni compleanno mia madre mi ha fatto sempre lo stesso piatto. Era una coccola che mi faceva perché sapeva che mi piaceva tanto. E ancora oggi, che, cucinando io, lo mangio più spesso che una volta l’anno, il suo sapore mi riporta indietro al giorno del compleanno a casa dei miei».

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GIORGIA GIANETIEMPO: «Le linguine ai cannolicchi mi ricordano l’infanzia e le vacanze in Calabria»

E’ un piatto che mi riporta all’infanzia, perché in estate andavamo sempre in una villa in Calabria, anche con i miei nonni. Stavamo lì da giugno ad agosto e a me piaceva moltissimo. Intorno c’erano altre ville e con gli altri villeggianti si era creata una sorta di famiglia allargata. C’erano napoletani, fiorentini, milanesi. E c’era un signore che andava a prendere sempre i cannolicchi».

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LIVIO BESHIR: «Grazie alla crostata della mia amica Fernanda, mi è venuta la passione per la cucina»

Da quando Fernanda mi ha insegnato a fare la crostata, sono diventato un esperto, ne faccio di bellissime, buonissime, invidiate da tutti, con la marmellata artigianale di visciole o di arance amare che prendo dai miei vicini di casa. E da quella crostata è partita la passione per la cucina e la pasticceria».

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CHRISTIAN BURRUANO: «Mia madre mi insegnò a fare la carbonara con la panna. Disgustosa!»

«Sì, sì, panna. E guardi che qui a Torino moltissima gente del sud che fa la carbonara ci mette la panna per renderla più cremosa. Col tempo mi sono reso conto che è veramente disgustosa. Nella carbonara di mia madre non c’era parmigiano, non c’era pecorino, non c’era pepe. Era una porcheria infinita, però io ero contentissimo perché era il primo piatto che avevo imparato a cucinare».

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IVA ZANICCHI: «Adoro talmente la polenta di castagne che l’ho messa come titolo al mio libro»

Iva Zanicchi, cantante e intrattenitrice televisiva, brava cuoca e buona forchetta, come dice lei stessa di sé, ama le castagne, frutto tipico delle sue parti, Ligonchio, in provincia di Reggio Emilia. «Sì perche lassù ce ne sono molte, è il frutto che ha sfamato tante generazioni prima della mia, e la polenta è un piatto che oggi facciamo magari due volte all’anno, ma che mi riporta all’infanzia, a quando mia nonna preparava dei pranzi incredibili».

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