AGNESE LORENZINI: «La lasagna del nonno, nel pranzo della domenica, era immancabile»

«Nella mia famiglia sono tutti bravi cuochi: mia madre, mio padre e i nonni da entrambi le parti. Sono stata fortunata, ho avuto ottimi insegnanti e quindi trovare dei piatti che mi piacciono, che mi suscitano ricordi e che so cucinare non mi è certo difficile. Il primo che mi viene alla mente è la lasagna di nonno che era immancabile nei pranzi domenicali».

Vivevate insieme?

«No, al contrario. Abitavamo piuttosto distanti, in due paesi diversi dei Castelli Romani, quindi il pranzo domenicale è sempre stata l’occasione per ritrovarci. Adesso, per una serie di circostanze, per il lavoro, per tanti motivi, insomma, non più. Le cose della vita fanno cambiare le abitudini, quindi negli ultimi anni man mano è diminuita la consuetudine e da un annetto è scemata molto. Prima, invece, ogni domenica si stava a Lariano, a casa dei nonni. E nonno, che ha sempre avuto la passione per la cucina e, come ho già detto, è un ottimo cuoco, faceva la lasagna, che era davvero speciale».

Eravate in molti in quelle domeniche dai nonni?

«No, non molti. I miei genitori, mia sorella, il fratello di mamma con la sua compagna ed io. Una famiglia piccola, ma stavamo molto bene insieme ed era sempre un piacere stare a casa dei nonni e gustare quella lasagna».

Ma cosa aveva di così particolare?

«Quello che a noi tutti piaceva moltissimo era la besciamella molto liquida. Sa, è questione di gusti. C’è chi la preferisce densa, invece a noi piaceva il fatto che tagliavi la lasagna e ‘sbrodolava’ questa besciamella buonissima, con la noce moscata, e poco pomodoro. Questo era lo stile di nonno. Ma sbaglio a parlare al passato. È vero, la cosa non è più così frequente, ma ogni tanto capita ancora di passare la domenica insieme, ed è sempre molto piacevole».

Ma lei la cucina la lasagna come suo nonno?

«Sì, sì, la cucino. Ai miei amici, che ogni tanto invito a pranzo o a cena, piace come la faccio. Ma non mi viene mai come quella di nonno».

Un altro piatto?

«Dalla capitale passiamo alla Sicilia. Mio padre è di Patti, un bel paese in provincia di Messina. Da sempre ho trascorso l’estate lì, al mare. Ancora oggi, quando riesco a ritagliarmi un po’ di giorni di vacanza, ci vado. Ed anche lì ci sono tante pietanze buonissime».

Quale le viene in mente?

«Nonostante che mia nonna ci cucinasse tante prelibatezze, quello che ricordo con più tenerezza è un piatto che piaceva tanto a mio nonno, che ci ha lasciati dieci anni fa. Il “pane cunzato”, come lo chiamano in Sicilia, ovvero condito. Il pane con l’olio, i pomodorini e l’origano, quello buono, siciliano, che si sente l’odore a cinque metri di distanza. Quando non c’era voglia di mettersi ai fornelli, si prendeva il pane caldo caldo, si tagliavano i pomodorini a pezzetti piccoli piccoli, si mettevano sul pane, si condiva con olio, sale, e origano, e la cena era fatta».

In verità, più che un piatto è uno sfizio.

«Si, è vero, ma ci soddisfaceva più di un primo elaborato. E non è che piacesse solo a noi. In Sicilia è amato moltissimo. Pensi che fanno anche la fiera del pane cunzato, le feste di paese, è una prelibatezza».

E una pietanza vera? Pardon, cucinata?

«Mi viene subito alla mente un altro tipico piatto siciliano, dove comunque c’entra il pane. È “la pasta ca mullica”, pure quella semplice, che ce vo’».

Pasta con la mollica?

«Sì, ma bisogna precisare che in Sicilia la mollica è il pangrattato. E mi ricorda papà che mi bloccava ogni volta che stavo per fare pulizia dopo aver tagliato il pane fresco».

Ci spiega?

«Certo. Sa, il pane dei Castelli Romani è con la crosta dura, quindi quando si taglia si producono molte briciole. Bene, se, una volta tagliato il pane, raccoglievo le briciola della crosta e facevo per buttarle, lui mi bloccava come se stessi commettendo un insano gesto. “Che stai facendo? – Mi diceva -, quello serve per fare la pasta ca mullica”. Aveva una ciotolina dove raccoglieva tutti gli avanzi di quando si tagliava il pane e quando avevamo voglia, magari una volta al mese, li sfruttava per fare la pasta con la mollica, che si preparava in pochissimo tempo, era molto semplice ed aveva un sapore molto sfizioso, anche grazie alle acciughe che vi si mettevano».

LE RICETTE DI AGNESE LORENZINI

Lasagna

Pane cunzato

Spaghetti con la mollica

LA BIOGRAFIA DI AGNESE LORENZINI

Summary
AGNESE LORENZINI: «La lasagna del nonno, nel pranzo della domenica, era immancabile»
Article Name
AGNESE LORENZINI: «La lasagna del nonno, nel pranzo della domenica, era immancabile»
Description
«Quello che a noi tutti piaceva moltissimo era la besciamella molto liquida. C’è chi la preferisce densa, invece a noi piaceva il fatto che tagliavi la lasagna e 'sbrodolava' questa besciamella buonissima, con la noce moscata, e poco pomodoro. Questo era lo stile di nonno. Ma sbaglio a parlare al passato. È vero, la cosa non è più così frequente, ma ogni tanto capita ancora di passare la domenica insieme, ed è sempre molto piacevole»
Author
Publisher Name
Andrea Face