ALESSANDRO CECCHI PAONE: «Feci un viaggio culturale in Sicilia e scoprii anche la cassata»

Di   giugno 19, 2017

L’INTERVISTA

«La tortilla de patatas è decisamente il mio piatto preferito. Spesso in Italia viene confusa con la frittata di patate, ma assolutamente non è la stessa cosa. E’ il primo piatto spagnolo che ho conosciuto grazie alla mia ex moglie Cristina, ed è stato il piatto più ripetuto durante i nostri sette anni di matrimonio, proprio perché essendo molto semplice lo può fare anche chi, come me, non è proprio bravissimo ai fornelli».

Quando è stata la prima volta che lo ha mangiato?

«La prima volta che lei è stata a casa mia, praticamente all’inizio della convivenza che ha preceduto il matrimonio. In casa c’erano poche cose, non avevamo voglia di uscire perché era cattivo tempo e per cominciare ad assaporare il gusto dell’intimità, quindi lei disse: “guarda c’è una cosa spagnola molto semplice, molto gustosa” e fece questa tortilla de patatas. Ho imparato a farla anche io, proprio perché non è una cosa difficile. E devo dire che ancora oggi, quando la preparo, il pensiero va a quei sette anni che sono stati i più belli della mia vita».

Un piatto che le piace, ma cui è meno legato sentimentalmente?

«Il sushi giapponese. Anni fa ero andato in Giappone per un documentario e lì l’ho mangiato la prima volta. Mi è piaciuto moltissimo ed ora sono abituato a mangiarlo ovunque io vada. Lo trovo in quanlunque parte del mondo ed è un piatto che ha il pregio di unire al gusto l’estetica, perché è estremamente colorato, per i vari pesci crudi che si utilizzano, quindi ti trovi nel piatto il rosso del tonno, l’arancione del salmone, insomma è bello anche da vedere. E poi ha il pregio di essere nutriente, proteico, ma anche leggero. La caratteristica di un piatto di sushi anche consistente è che due ore dopo che hai mangiato hai lo stomaco vuoto».

Le piace molto la cucina straniera?

«Mi piace anche quella italiana, ma non vado certo a cercare di mangiare gli spaghetti in giro per il mondo. Quando viaggio mangio esclusivamente i cibi locali; è il modo migliore per capire dove sei, con chi sei. Quando ho scoperto il sushi la prima cosa che mi ha attirato sono stati proprio i colori del piatto, ma non ero convinto che mi piacesse. Stavo con il mio gruppo di lavoro e qualcuno, che già lo conosceva, mi spinse a prenderlo assicurandomi che non sarei rimasto deluso. E fu proprio così, anzi per me fu una grande scoperta, tanto che è l’unico cibo che ho cominciato a mangiare ovunque nel mondo. E anche a casa mia».

La tortilla di papatas, il sushi: tutte cose che sa preparare. Le piace cucinare?

«Se affermassi una cosa del genere direi una grossa bugia. Oddio, forse non è vero, in fondo ogni tanto mi piace mettermi ad “impiastricciare” qualcosa. Ma non sono molti i piatti che so preparare, Mi piace organizzare delle cene a casa con pochi amici, ma non avrei il tempo per farlo, né le capacità di preparare una cena completa, appetibile. Come risolvo? Ho una governante che cucina prevalentemente per me, ma anche in queste occasioni. Io, magari, scelgo il menù a seconda degli amici che ho invitato, le preparo l’elenco della spesa, poi alcune cose le cucina lei, altre io».

Ovvero le più semplici.

«E’ vero fino a un certo punto. Quando ho tempo e voglia preparo la cassata siciliana, che le assicuro non è proprio semplicissima da fare. Per me è un dolce davvvero eccezionale, che porta con sé tutta la ricchezza culturale e storica della Sicilia sia per gli ingredienti sia per le decorazioni colorate. La prima volta l’ho mangiata proprio in Sicilia, nel corso di un viaggio fatto con mio nonno, mio padre e mio fratello. Un viaggio culturale. Avrò avuto dieci anni e mio padre e mio nonno decisero di portarci a visitare queste meraviglie. Facemmo un giro classico: Palermo, Agrigento, Siracusa Catania. L’assaggiai e non ho mai più spesso di mangiarla».

Che ricordo ha di questo viaggio?

«Innanzitutto questo bel momento di famiglia con le tre generazioni maschili, nonno, padre e nipoti. Passavano insieme dei giorni con l’obiettivo di condividere i valori familiari per la passione per il viaggio, per la cultura, per l’arte, per la natura. Di tutte le cose belle che ho visto, il ricordo più vivo è quello del teatro greco di Siracusa dove poi sono tornato tante volte per vedere le tragedie, le commedie greche».

 

LE RICETTE DI ALESSANDRO CECCHI PAONE

Tortilla de patatas

Sushi giapponese

Cassata siciliana

LA BIOGRAFIA DI ALESSANDRO CECCHI PAONE

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ALESSANDRO CECCHI PAONE: «Feci un viaggio culturale in Sicilia e scoprii anche la cassata»
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ALESSANDRO CECCHI PAONE: «Feci un viaggio culturale in Sicilia e scoprii anche la cassata»
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Avrò avuto dieci anni e mio padre e mio nonno decisero di portarci a visitare queste meraviglie. Facemmo un giro classico: Palermo, Agrigento, Siracusa Catania. L’assaggiai e non ho mai più spesso di mangiarla».
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Andrea Face