CARMEN RUSSO: «Adoro la pasta con il sugo alla genovese, che è un piatto napoletano»

«Il mio piatto preferito è la pasta con il sugo alla genovese. Bella forza, si dirà, sei nata a Genova. E’ vero, ma nella mia città questo sugo neanche lo conoscono, non sanno assolutamente come si fa perché si tratta di un condimento tipicamente napoletano. Così io, genovese di nascita, mangio la genovese napoletana».

Carmen Russo si diverte a fare questo gioco di parole. A Napoli si fa davvero il sugo alla genovese e non c’è da meravigliarsi che Carmen conosca questo piatto visto che il marito, il coreografo Enzo Paolo Turchi, è napoletano, e le specialità della sua città le cucina lui in casa fare.

«In genere sì – conferma la ballerina – e posso dire che lui mi ha conquistato proprio con la cucina, con la prima cena che ha preparato per me. Ci conoscevamo da un po’, perché stavamo lavorando ad un mio show dove lui, naturalmente, curava le coreografie. Poco alla volta abbiamo fatto amicizia e una sera mi invitò a cena a casa sua dicendomi: “ti faccio assaggiare un piatto che preparo in tuo onore perché si chiama la genovese, però è napoletano”. Il sugo si fa con la carne, gli odori e le cipolle e deve cuocere tante ore. E io pensai: “ma guarda che tipo strano, mi invita a cena e mi prepara un piatto pieno di cipolla, e dopo chissà che puzza”. Invece no, la cipolla è molto, molto cotta, per cui non lascia odori fastidiosi. Quindi dopo per i baci non ci furono problemi».

Baci? Ma allora eravate già legati?

«No, c’era una certa simpatia, è chiaro, altrimenti non sarei andata a cena a casa sua, ma quella serata ha contribuito a far nascere l’amore. Anche perché l’uomo che sa cucinare ha sempre un certo fascino».

E fa anche comodo, a quanto pare, visto che le evita un fastidio.

«Adesso non esageriamo. Lui ha più passione di me, ed è più bravo, ma anche io cucino e mi piace farlo. Quando riceviamo degli amici, infatti, ci mettiamo ai fornelli tutti e due».

E’ una cosa che fate spesso?

«Sì, perché ci piace stare in compagnia. Abbiamo un patio bellissimo con un tavolo immenso e il barbecue. Al compleanno di Enzo, il 19 luglio, siamo una sessantina di persone tutte sedute a mangiare. In quel caso, naturalmente, cuciniamo insieme».

Visto che cucina anche lei, ci dice qualche sua specialità?

«I tortellini in brodo che ho imparato a fare quando ero piccolina. Quando ero ragazzina, chiuse le scuole, andavo in vacanza al paese di mia madre, Pavullo, in provincia di Modena, e lì c’erano la nonna e le zie, sorelle di mamma. Noi vivevamo a Genova e quando andavamo in vacanza a Pavullo ero particolarmente contenta, specie quando avevo tredici, quattordici anni e cominciavo a frequentare le prime discoteche, ad uscire con gli amichetti».

Quindi non aiutava a fare i tortellini.

«Sì, che aiutavo. All’epoca, naturalmente, mi piaceva andare a divertirmi, anche cominciare a fare le sfilate, però quando ero a casa desideravo imparare a cucinare. Infatti so fare benissimo i tortellini. Ho davanti agli occhi l’immagine di mia madre, delle mie zie e di mia nonna che prendevano le uova dalle galline che c’erano nel cortile e impastavano una quantità enorme di farina. C’era la discussione sulla grandezza del tortellino, che doveva essere il più piccolo possibile. Ed era divertente che quando mangiavamo, tra zii e cugini almeno una ventina di persone, io riconoscevo i miei tortellini perché, avendo le mani più piccole, mi riuscivano più piccoli di tutti».

Non ha problemi di dieta?

«In verità, per tenermi in allenamento data la mia professione, faccio tanta di quella ginnastica tutti i giorni che il timore di ingrassare è relativo. Ed è una fortuna, perché a me piace mangiare, e di tutto. C’è quando mi attira una semplice insalata, o un toast, e quando, invece, mi vanno cibi molto elaborati, come, ad esempio, la paella, un piatto che adoro e che lego anche a diversi ricordi».

Quali?

«Anni anni fa ho vinto l’”Isola dei famosi” in Spagna. Il programma ha le stesse regole di base dappertutto, nel senso che la produzione ti fornisce da mangiare riso e basta. Quindi, quando sono rientrata a Madrid per l’ultima serata e sono stata proclamata vincitrice, avevo perso diversi chili ed ero affamata come un lupo. Mio marito Enzo Paolo, che ben sapeva la mia situazione poiché avevo già fatto la stessa trasmissione in Italia e l’anno successivo, finché non si sentì male, l’aveva fatta anche lui, aveva organizzato una bella cena».

Romantica?

«Non proprio. Siamo andati al ristorante con altri amici intimi che abbiamo in Spagna e a tavola hanno portato un padellone, di un metro, un metro e mezzo di diametro, con la paella. Bella, con il pesce, i molluschi, i crostacei e in più anche il pollo perché era mista. E mi ricordo che mi sono fiondata sulla padella e ho mangiato a dismisura. C’è da dire che a me piace molto il riso, però, poiché ne avevo mangiato tanto sull’isola, sembrava un po’ una delicata presa in giro, ma in questo caso aveva ben altro sapore. Ho mangiato una paella deliziosa ed essendo Enzo Paolo molto bravo a cucinarla, ogni tanto me la prepara per coccolarmi».

 

LE RICETTE DI CARMEN RUSSO

Pasta con sugo alla genovese

Tortellini in brodo

Paella valenciana mista

LA BIOGRAFIA DI CARMEN RUSSO

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CARMEN RUSSO: «Adoro la pasta con il sugo alla genovese, che è un piatto napoletano»
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CARMEN RUSSO: «Adoro la pasta con il sugo alla genovese, che è un piatto napoletano»
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Con Enzo Paolo Turchi ci conoscevamo da un po’, perché stavamo lavorando insieme. Una sera mi invitò a cena a casa sua e mi preparò un piatto che si chiama la genovese, però è napoletano”. Il sugo si fa con le cipolle. E io pensai: “ma guarda che tipo strano, mi invita a cena e mi prepara un piatto pieno di cipolla, e dopo chissà che puzza”. Invece no, la cipolla è molto, molto cotta, per cui non lascia odori fastidiosi. Quindi dopo per i baci non ci furono problemi».
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Andrea Face