CESARE BOCCI: «Con Zingaretti, spaghetti alle vongole alle otto del mattino»

Di   giugno 4, 2017

Cesare Adolfo Bocci nasce a Camporotondo di Fiastrone, nei pressi di Camerino (Macerata) il 13 settembre 1957. Inizia la carriera d’attore a 23 anni frequentando la scuola di recitazione del suo paese, appassionandosi al mondo del teatro con la Compagnia della Rancia di Tolentino, di cui è socio fondatore. Trasferitosi a Roma, continua a fare teatro e inizia a lavorare in televisione e al cinema. Il suo debutto sul piccolo schermo avviene con “L’aria serena dell’ovest” del 1990, per la regia di Silvio Soldini. Nel 2001 è coprotagonista in “Princesa”, nel ruolo di un cliente di una transessuale della quale poi si innamorerà. Recita in teatro, tra l’altro, in “Arlecchino innamorato”, “La famiglia dell’antiquario”, “La stanza del delitto”. Dal maggio 1999 ha un enorme successo nei panni di Mimì Augello ne “Il commissario Montalbano”, la fortunatissima fiction in onda su Rai 1 tratta dai libri di Andrea Camilleri, che da allora continua ad essere prodotta ed avere successo anche con le repliche. In questi anni la sua carriera continua interpretando tra gli altri il ruolo del medico Antonio Ceppi nelle due serie di “Elisa di Rivombrosa” suu Canale 5. Tra il 2006 ed il 2007 è Oscar nella versione italiana di “Sweet Charity”, al fianco di Lorella Cuccarini. Nel 2007 recita accanto a Stefania e Amanda Sandrelli nella miniserie tv in sei puntate per Canale 5 “Io e Mamma”. Dal 29 agosto 2008 è il primario Sergio Danieli in “Terapia d’urgenza”. Nel 2010 è nel cast dello spettacolo teatrale “Testimoni”, con la regia di Angelo Longoni. Nel 2011 e 2012 è di nuovo in scena protagonista, insieme a Massimo Ghini, di “La cage aux folles”, adattamento di Massimo Romeo Piparo del celebre musical di Jerry Herman e Harvey Fierstein. Il 2 marzo 2013 debutta come conduttore televisivo nel nuovo programma di Rai 3 “Il giallo e il nero”. Nello stesso periodo interpreta Raimondo Lanza di Trabia nella miniserie Rai Volare – La grande storia di Domenico Modugno e torna al cinema con “Benvenuto Presidente!”. Nell’ottobre 2013 conduce Miss Italia in onda su La7 insieme a Massimo Ghini e Francesca Chillemi, e sempre in quel periodo è nel cast della fiction di Rai 1 “Una grande famiglia”. Nel 2016 recita nella serie televisiva “Hundred to Go”, prodotta in collaborazione da BMW e Fox.

Cesare Bocci, laureato in Geologia, dal 1993 è legato a Daniela Spada, dalla quale ha avuto una figlia, Mia, nel marzo del 2000. Una settimana dopo la nascita della bambina, il primo aprile, Daniela fu colpita da un ictus post parto non intuito subito dai medici. Dopo venti giorni di coma, al suo risveglio, i medici dichiararono che Daniela sarebbe rimasta paralizzata definitivamente. Cesare Bocci non volle starci e cominciò a lottare e soprattutto a far lottare la sua compagna che oggi cammina, fa la grafica e gestisce una scuola di cucina. La loro incredibile storia l’hanno raccontata nel libro “Pesce d’aprile. Lo scherzo del destino che ci ha reso più forti”, uscito nel 2016.

 

L’INTERVISTA

«Gli spaghetti con le vongole mi sono sempre piaciuti, ma, ricordo bene, dall’estate del 2008 per me sono diventati un piatto eccezionale e ogni volta che li mangio non posso fare a meno di mettermi a ridere».

Il motivo?

«E’ il ricordo di quando li ho mangiati. Stavamo girando una scena dei nuovi episodi del commissario Montalbano questi spaghetti con le vongole, mangiati alle otto e tre quarti del mattino, erano buonissimi».

Come ha detto scusi?

«Proprio così. La scena era ambientata sulla verandina di una trattoria molto modesta messa quasi a filo d’acqua tanto che scendendo due gradini ti trovavi a mare. Luca Zingaretti ed io stavamo in questa trattoria, mangiavamo questi spaghetti, molto buoni, e ridevamo come pazzi dicendoci: “Ma ci pagano anche”. Era divertente guardarci intorno e vedere i tecnici, in costume da bagno, che mantenevano i pannelli dei riflessi delle luci con le gambe nell’acqua. Appena si dava lo stop loro posavano i riflessi a riva e si tuffavano, si rinfescavano e poi tornavano a fare il loro lavoro. E noi mangiavamo questi spaghetti buonissimi in un orario così improbabile».

Ma non vi dava fastidio?

«Assolutamente no. Quando si gira, la sveglia al mattino suona molto presto, perché devi andare sul set, truccarti, indossare gli abiti di scena. Insomma, alle otto e tre quarti sei sveglio già da un bel po’ di tempo. Inoltre la trattoria era vera, si trova a Punta Secca, in provincia di Ragusa, e i proprietari ci tenevano a prepararci qualcosa di buono, piuttosto che piatti finti, per cui diventava davvero difficile fingere di mangiare, come è consuetudine. Insomma, noi ci divertivamo. Del resto tutti i miei piatti preferiti sono legati a episodi divertenti».

Ce ne dice un altro?

«Ho il ricordo ancora vivissimo di una carbonara fatta da mio cugino quando eravamo poco più che adolescenti ed era legata ad una delle prime uscite che i nostri genitori ci permettevano. Io credo che avessi sedici anni, vivevo in un paesino delle Marche, Camporotondo di Fiastrone, in provincia di Macerata, e non è che ci fossero tante libertà. Andai a dormire a casa di mio cugino, figlio di uno chef fratello di mia madre, bravissimo, e questo mio cugino sapeva cucinare bene pure lui. I suoi genitori non c’erano, quindi per fargli compagnia i miei mi avevano lasciato andare a casa sua. Naturalmente prima di andare a letto facemmo un bel giro e ritornammo tardissimo, tipo mezzanotte, mezzanotte e mezza, cosa che normalmente non avremmo mai potuto fare. E a quell’ora lui cucinò questa carbonara che mi è rimasta impressa, tanto che la ricordo come se l’avessi mangiata cinque minuti fa».

Ed è anche in grado di farla?

«Certo, la carbonara, gli spaghetti con le vongole e tante altre pietanze. Mi piace molto cucinare. In fondo per me mangiare è gioia, è allegria. E organizziamo spesso delle cene, soprattutto per accontentare Daniela, la mia compagna».

Ci fa capire?

«Vede, a lei piace molto fare i dolci. Ma mica si possono fare i dolci solo per tre persone: Daniela, io e nostra figlia. Allora organizziamo le cene così lei si diverte a fare i dolci. Scherzo naturalmente. Il fatto è che ci piace cucinare, tanto che Daniela gestisce una scuola di cucina, ci piace stare in compagnia, quindi ci diamo da fare spesso. Lei, in genere, si occupa dei primi, io mi diletto di più negli arrosti, nelle carni, nel pesce. Ogni tipo di pesce. C’è il tonno, ad esempio, che preparo in vari modi. Alcune ricette me le ha insegnate Giancarlo Falchi, un amico sardo, cuoco fantastico per passione, non per mestiere. A Pasqua di qualche anno fa siamo stati ospiti a casa sua, a Porto Paglia, in provincia di Iglesias e ci ha preparato varie specialità sarde. Tra queste anche il brabbacialis, ovvero delle fette di collo di tonno alla brace bagnato con il limone, che al solo pensarci mi viene ancora l’acquolina in bocca».

 

LE RICETTE DI CESARE BOCCI

Spaghetti con le vongole

Bucatini alla carbonara

Tonno alla brace al limone