KATIA RICCIARELLI: «Ho servito pasta e fagioli in una cena galante»

«Che a me piaccia mangiare bene non l’ho mai negato. E devo dire che mi piace anche cucinare, per cui non c’è pericolo che, per pigrizia, non mi metta davanti ai fornelli a preparare pietanze gustose. Come la pasta e fagioli, che adoro».

Chi parla è Katia Ricciarelli, tra i più grandi soprano del mondo ed ora anche bravissima attrice. Katia, che non ha mai nascosto le sue origini umili, considera la pasta e fagioli una pietanza eccezionale.

«Una volta esisteva il classico piatto della domenica che era il ragù, o le lasagne, o i tortellini, insomma, pietanze elaborate», spiega, «mentre le minestre erano destinate ai giorni lavorativi. Per me non è così. Una bella pasta e fagioli va bene in qualunque giorno della settimana e in qualunque occasione. Anche una cena galante».

Davvero pensa che vada bene per una cena galante?

«Non è che lo penso. Io l’ho fatta. E’ stato qualche tempo fa e naturalmente non mi chieda chi fosse il mio ospite, ma avevo organizzato una cena a casa mia. Ovviamente cucinavo io, e poiché mi sentivo in vena, decisi di preparare proprio la pasta e fagioli. Poi, per rendere più nobile il tutto, ho messo a tavola una bottiglia di champagne dei migliori. Volevo mettere insieme il lato popolare, perché io sono innamorata delle mie origini, e il tocco di classe, perché girando per il mondo ho imparato tanto. E le assicuro che fu un’ottima scelta, la cena riuscì benissimo».

Ma a lei, signora Ricciarelli, il piatto della domenica tipo il ragù, non piace per niente?

«Sì che mi piace. Io amo i primi piatti. E a proposito di ragù ne ricordo uno che ho mangiato non appena ho finito di girare il primo film con Pupi Avati. In quel caso interpretavo una poveraccia e dovevamo girare una scena in cui mangiavamo pasta al ragù. Si trattava di un ragù molto rustico, fatto con le salsicce tagliate a pezzi, che poi venivano messe nel piatto con la pasta».

Quindi era saporito.

«Forse, ma noi attori non avevamo la possibilità di capirlo. Con le varie interruzioni che c’erano mentre si girava la scena, si mangiava a spizzichi e bocconi. Inoltre non è che il pranzo veniva preparato come in un buon ristorante, quindi eravamo anche un po’ disgustati dalle pentole così rozze, che sembravano sporche. Insomma non era per niente appetibile. L’idea del ragù con quella ricetta, però, mi era piaciuta, per cui, terminate le riprese e tornata a Verona, prima di tutto sono andata in un ristorante che si trova sotto casa mia e ho spiegato come volevo quel sugo. Poi sono salita, ho disfatto le valigie, ho sistemato un po’ di cose, sono tornata al ristorante e ho mangiato un piattone di pasta con il sugo e la salsiccia come l’avevo sognato in tutto il periodo delle riprese».

Un altro primo tra i suo preferiti?

«Gli gnocchi di patate come li fanno dalle mie parti. Io sono di Rovigo e quando ho un po’ di tempo vado a mangiarli ai piedi del Po, a Polesella, in provincia di Rovigo, appunto. Lì c’è una trattoria, proprio da camionisti. Quando arrivo, non ho bisogno neanche di ordinare, mi preparano gli gnocchi in tutti i modi: con cannella e burro fuso, con ragù, con pomodori. E ne mangio in quantità. Però succede una volta all’anno».

Ma lei non sa cucinarli?

“Sì, sì, li faccio, ma vado lì perché mi ricorda l’infanzia. E’ un tuffo nel passato. Ora è diventata una delle mie specialità che propongo un po’ a tutti. Ne faccio di due, tre tipi: con la cannella, con il pomodoro, o con il gorgonzola. Per me, però, la cannella, essendo una cosa che mi ricorda l’infanzia, è irresistibile. Tanto che qualche volta mi ha spinto a fare anche qualche gesto maleducato».

Ovvero?

«Una volta ho interpretato Liù della “Turandot” di Giacomo Puccini. Alla prima al Teatro alla Scala di Milano c’era il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Terminata la rappresentazione siamo andati al ristorante per una cena di gala ed eravamo seduti accanto. Alla fine della cena il Presidente mangiava un dolce con la cannella ed io, sentendo il profumo, non ho saputo resistere e sono andata a “rubare” nel suo piatto. Poi mi sono sentita imbarazzata, ma il grande Pertini si è messo a ridere dicendo: “Non si preoccupi, la mia Liù può fare tutto”, annullando così la mia figuraccia».

 

LE RICETTE DI KATIA RICCIARELLI

Pasta e fagioli

Spaghetti al ragù di salsiccia

Gnocchi di patate alla cannella

LA BIOGRAFIA DI KATIA RICCIARELLI

Summary
KATIA RICCIARELLI: «Ho servito pasta e fagioli in una cena galante»
Article Name
KATIA RICCIARELLI: «Ho servito pasta e fagioli in una cena galante»
Description
Una bella pasta e fagioli va bene in qualunque giorno della settimana e in qualunque occasione. Anche una cena galante. Io l’ho fatta. E’ stato qualche tempo fa a casa mia e naturalmente non dirò chi fosse il mio ospite. Poiché mi sentivo in vena, decisi di preparare proprio la pasta e fagioli. Poi, per rendere più nobile il tutto, ho messo a tavola una bottiglia di champagne dei migliori. Fu un’ottima scelta, la cena riuscì benissimo».
Author
Publisher Name
Andrea Face