LORENZO SARCINELLI: «Adoro le alici fritte. Da bambino, una volta ne ho mangiate fino alla nausea»

«Il mio piatto preferito? Alici fritte. Sì, alici fritte al cento per cento. Da quando ero bambino le ho sempre amate e una volta penso di avere avuto anche la nausea per averne mangiate troppe».

Lorenzo Sarcinelli, il Patrizio Giordano di “Un posto al sole”, chef dalle grandi aspirazioni, non ha un attimo di esitazione a citare il suo piatto preferito. Tanto preferito da avere davvero esagerato una volta ad averne mangiate troppe.

«Consideri che avevo nove, dieci anni, quindi è anche normale che non fossi in grado di regolarmi e, avendone avuto la possibilità, abbia decisamente esagerato, riuscendo a eludere la sorveglianza della mia baby sitter».

Ci spiega?

«Quando ero piccolo, i miei genitori lavoravano entrambi, per cui io, tornato da scuola, ero sempre con Eleonora, la mia baby sitter. Mia madre, che teneva molto alla mia alimentazione, anzi assillava un po’, lasciava sempre i menù. Quindi un giorno c’era la soglioletta, un giorno il filetto. Ogni tanto, per trasgredire, Eleonora, sapendo che amavo le alici fritte, magari accordandosi con mia madre, perché non poteva fare questa cose di nascosto, le preparava in quantità eccezionali».

E lei le mangiava tutte?

«No, una parte era destinata ai miei genitori, ma una volta, preso dalla gola e profittando della distrazione di Eleonora, ne mangiai tante da sentirne addirittura la nausea, appunto. Per fortuna la nausea durò poco, ma le ramanzine di Eleonora prima, e mia madre dopo furono notevoli».

Ma nonostante quella nausea le mangia ancora?

«Certo che le mangio. Non appena mi viene la voglia le compro e me le preparo. Sa, non è che ci voglia poi tanto. Le cucino sia a Napoli, dove vivo ancora in casa con i miei, ma spesso sono solo, sempre perché i miei genitori lavorano, quindi al mio cibo penso io. Ma le cucino anche a Roma, dove vado spesso».

Come mai?

«Frequento la facoltà di Arti e scienze dello spettacolo alla Sapienza. Inoltre ho l’agenzia di cinema che spesso mi fissa provini. Allora vado a Roma dove mi appoggio a casa di mio zio, Stefano Sarcinelli. E quando lui è fuori per lavoro, capita che mi cucino da solo, ma non faccio soltanto le alici. A volte, ad esempio, faccio la pasta con un sugo che mi insegnò mio padre anni fa».

Racconti.

«Avevo quattordici, quindici anni. Non avevo più la baby sitter, però, tornando da scuola, dovevo sempre prepararmi da mangiare. Allora mia madre mi lasciava il sugo pronto, oppure il pesto o a volte mi preparavo la pasta in bianco. Mio padre, per offrirmi una variante, decise di insegnarmi a fare un piatto semplice, ma che spezzava la monotonia dei miei pasti. Ovvero spaghetti con acciughe, o tonno, olive, capperi, olio e pangrattato».

Un piatto semplice. Imparò subito a farlo?

«In verità mio padre impegnò più di una sera ad insegnarmelo. Che vuole, ero piccolo. Comunque in effetti la ricetta è semplice. In una padellina, mentre fai scaldare l’acqua per la pasta, metti un filo d’olio, fai rosolare le acciughe, o il tonno, le olive e i capperi. Quando la pasta è pronta, unisci il tutto e sopra ci metti una vellutata di pangrattato».

È imparando da suo padre che le è venuta la passione per la cucina?

«Passione? Guardi che io sono Lorenzo Sarcinelli, non Patrizio Giordano. Non sono un cuoco provetto come il mio personaggio in “Un posto al sole”, anche se davanti ai fornelli so destreggiarmi. Chi ha veramente la passione è mio padre, che di professione fa l’agente di commercio, ma adora cucinare ed è un ottimo chef. Papà, ad esempio, tiene molto a fare il ragù come si faceva una volta. Comincia a prepararlo la sera prima. Ma la cosa divertente è che lui con il ragù ci parla».

Come ha detto, scusi?

«Proprio così, non sto inventando. Mi è capitato di andare a ballare e tornare a casa alle sette del mattino. Andando in cucina per prendere un bicchiere d’acqua perché avevo sete, ho trovato papà, che stava già cucinando, e parlava con il ragù. Lo fa tutt’ora. Lo tratta come un bambino, che la sera prima sta nascendo e pian piano cresce per essere maturo. E lo sento che si mette lì e dice: “ehi piccolo, tutto bene? Come stai? Lo coccola. E riesce a fare un sugo eccezionale. Non ne ho mai mangiato buoni come il suo e anche se ho tentato di farlo, non sono riuscito ad eguagliarlo e non ci riuscirò mai».

LE RICETTE DI LORENZO SARCINELLI

Alici fritte

Spaghetti con acciughe, capperi e olive

Pasta con la mollica

LA BIOGRAFIA DI LORENZO SARCINELLI

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LORENZO SARCINELLI: «Adoro le alici fritte. Da bambino, una volta ne ho mangiate fino alla nausea. Ma le mangio ancora»
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LORENZO SARCINELLI: «Adoro le alici fritte. Da bambino, una volta ne ho mangiate fino alla nausea. Ma le mangio ancora»
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Eleonora, la mia baby setter, sapendo che amavo le alici fritte, magari accordandosi con mia madre, perché non poteva fare questa cose di nascosto, le preparava in quantità eccezionali. Naturalmente non erano tutte per me, ma una parte era destinata ai miei genitori, ma una volta, preso dalla gola e profittando della distrazione di Eleonora, ne mangiai tante da sentirne addirittura la nausea, appunto».
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Andrea Face