MANLIO DOVÌ: «Sono palermitano, ma adoro la pignolata di Messina»

«Vorrei subito precisare una cosa: io non parteciperei mai e poi mai ad un reality come “L’Isola dei famosi”. No, non è per fare polemica, ma semplicemente perché sono legatissimo alla cucina, in paticolare alla nostra cucina tradizionale. Al cocco, ad esempio, io preferisco una bella pignolata. Sbaglio? Sa, per quanto riguarda la cucina non ho mai tagliato il cordone ombellicale con la Sicilia. E poiché amo i dolci il primo piatto che mi viene in mente è proprio la pignolata».

Ma lei è palermitano, pensavamo ci dicesse la cassata, che nasce nella sua città, mentre la pignolata è di Messina.

«E’ vero, ma c’è un motivo particolare. Nei primi tempi della mia carriera, quando andavo nei paesini della Sicilia e della Calabria ad esibirmi, a farmi le ossa, come si dice in gergo, mi capitò di restare bloccato a Messina perché dovevo andare a fare una serata a Reggio Calabria, ma c’era lo sciopero dei traghetti. A un certo punto arrivò un signore della compagnia di navigazione e offrì la pignolata a tutti noi che aspettavamo il termine dello sciopero. Io ne avevo sempre sentito parlare, ma non l’avevo mai mangiata. Mi piacque molto e ne feci una scorpacciata. Così, grazie allo sciopero, scoprii questo dolce che fanno a Messina e mi feci dare la ricetta dal pasticciere che ce l’aveva portato».

Quindi la sa preparare?

«Certo! Come farei, altrimenti, ora che vivo a Roma, a stare tanto tempo senza mangiarla? Quando ne ho desiderio, e ne ho tempo, me la faccio. Ed è quasi come se facessi un rito. Preparo con cura l’impasto con la farina, le uova e la grappa, che poi taglio a cilindri e friggo. Verso sopra lo zucchero sciolto con un po’ d’acqua, ma il momento più importante, che mi fa sentire l’acquolina in bocca, è quando verso sulla pignolata la crema al cioccolato che ho preparato secondo la ricetta del pasticciere di Messina. Sì perché io adoro la cioccolata».

Di quale altro piatto non può fare a meno stando lontano dalla Sicilia?

«Pane e panelle. Le panelle sono fatte con la farina di ceci impastata bene con l’acqua, e, mi raccomando, il prezzemolo. Quando la pastella è addensata si versa su un piano di lavoro, si fa raffreddare, si taglia a quadrati e si frigge. Poi si mette in un bel panino fresco ed è una goduria. La farina di ceci si trova anche a Roma, ma io, quando vado a Palermo, me la porto e ogni tanto preparo le panelle per farle assaggiare agli amici romani. Certo, neanche il panino è come quello di Palermo. A Roma sono costretto ad adoperare la rosetta, mentre il panino giusto è quello morbido, pieno di mollica e con il sesamo sopra».

E’ una pietanza che le piace solo o le ricorda qualche cosa?

«E come se mi ricorda qualche cosa. In tutto il periodo in cui sono stato al liceo classico che ho frequentato, nel momento dell’intervallo a metà mattinata, io facevo colazione con pane e panella. C’era un signore con un carrettino che si metteva fuori al liceo e al momento friggeva le panelle e preprava il panino. Quanti ne ho mangiati!»

A quanto pare ha molta passione per la cucina della sua terra.

«Gliel’ho detto, non ho mai tagliato il cordone ombellicale. Adesso un po’ sono abituato, un po’ ho imparato a cucinarmi dei piatti. Ma quando Pippo Baudo mi scelse per fare “Fantastico 7”, nel 1986, ho sentito nolto la mancanza della cucina di casa mia. Io venivo a Roma il venerdì e ritornavo a Palermo il lunedì. Ebbene, mi bastavano questi pochi giorni per sentire la nostalgia dei piatti siciliani. Uno di questi, ad esempio, è la pasta cu ’macco, ovvero la pasta con le fave secche. Quando il lunedì tornavo a casa mia madre me la faceva trovare sempre. Ora me la preparo da solo, come mi ha insegnato lei, che mette le fave secche a bagno la sera per la mattina dopo. Poi le cucina con pomodoro, cipolle e basilico. A parte fa cuocere la pasta spezzettata, tipo maltagliati, poi unisce il tutto. A Roma io me le faccio e quando lo trovo ci metto anche il finocchietto selvatico, ma quando vado a Palermo gliela chiedo, perché preparata da lei ha tutto un altro sapore».

 

LE RICETTE DI MANLIO DOVÌ

Pignolata

Pane e panelle

Pasta cu macco

LA BIOGRAFIA DI MANLIO DOVÌ

Summary
MANLIO DOVÌ: «Sono palermitano, ma adoro la pignolata di Messina»
Article Name
MANLIO DOVÌ: «Sono palermitano, ma adoro la pignolata di Messina»
Description
L'ho scoperta in maniera del tutto casuale. Nei primi tempi della mia carriera, mi capitò di restare bloccato a Messina perché dovevo andare a fare una serata a Reggio Calabria, ma c’era lo sciopero dei traghetti. A un certo punto arrivò un signore della compagnia di navigazione e offrì la pignolata a tutti noi che aspettavamo il termine dello sciopero. Così scoprii questo dolce che fanno a Messina, mi feci dare la ricetta dal pasticciere che ce l’aveva portato. E ora che vivo a Roma, quando ne ho desiderio, e ne ho tempo, me la faccio.
Author
Publisher Name
Andrea Face