MARIA CONCETTA MATTEI: «Lo smacafam, non è una parolaccia, ma una gustosa torta salata»

«Mi piace molto cucinare, fare le torte dolci, ma anche quelle salate. Mi dà soddisfazione soprattutto fare pietanze al forno, seguire la cottura, vedere crescere e colorare quello che metto dentro. E il dolce che più amo è la torta delle rose, che da piccola mi faceva mia nonna, con la quale avevo un rapporto speciale».

Vivevate insieme?

«No, lei abitava a Mezzolombardo, un paese in provincia di Trento, dove vivevo io. Ma avevo con lei un legame così forte che andavo a casa sua non solo a trascorrere le vacanze, ma anche tutti i week end. Avevamo una grande intesa, forse perché siamo nate lo stesso giorno, il 10 luglio. Il carattere quindi era molto simile. Poi ero la prima nipote, per cui mi coccolava moltissimo. Quando andavo a dormire da lei mi metteva in questi grandi lettoni di legno di una volta, con tanti cuscini intorno. E per farmi sentire importante mi portava il caffè a letto, ovvero due gocce di caffè e tre cucchiaini di zucchero».

Insomma a casa sua era sempre vacanza?

«Sì, anche perché era una casa spaziosa, con un grande corridoio dove addirittura pattinavo. Poi lei mi faceva i vestitini per le bambole. Le mie amiche avevano diverse bambole, io ne avevo una sola, ma con una cassa piena di vestitini: il cappottino, il pigiamino, il costumino, perfino i calzini e le scarpette. E le mie amiche mi invidiavano tutte per questo».

La cucina la torta delle rose?

«Certo. La faccio esattamente come me l’ha insegnata lei. Ed adopero il suo stesso trucchetto: per togliere il retrogusto di lievito di birra che resta nei dolci, metto due cucchiai di grappa. Certo, gli alcolici non vanno dati ai bambini, ma due cucchiai in una torta per sei persone, messa al forno, non rappresentano certamente un problema».

Ha altre torte particolari?

«Sì, è una che faccio da molto tempo. Soprattutto per i compleanni dei miei figli: Giulia, che adesso è grande, ha 33 anni, ma la gradisce ancora, poi per Alessandro che ha sedici anni e l’ho avuto dalla mia seconda unione. E’, in pratica, il classico ciambellone con cacao infornato non nella consueta teglia rotonda, ma in quella rettangolare, quindi è una torta a plumcake. La ricetta l’ho trovata su un libro di dolci che mi ha regalato un’amica quando mi sono sposata, ma io ho apportato una variante: invece di adoperare il burro, che la renderebbe pesante, nell’impasto metto la panna fresca e mezzo limone o mezza arancia spremuta. Naturalmente non la faccio solo per i compleanni, ma ogni volta che ne ho voglia».

Ha detto che ama anche le torte salate. Ad esempio?

«La smacafam, che non è una parolaccia, ma vuol dire butta via la fame. E’ una torta di pane raffermo e lucanica, ovvero la salsiccia fresca, quella che si mangia anche spalmandola cruda sul pane. E’ una pietanza che mi fa pensare all’inverno, perché si mangiava abitualmente dopo aver sciato, dopo una camminata al freddo, anche dopo aver giocato a tirarci le palle di neve. E’ galvanizzante, butta via la fame e dà anche calore. Quando ero ragazzina la mangiavo quasi tutti i giorni in inverno, perché durante la settimana, se non c’erano troppi compiti da fare, andavo sempre a sciare. Di sicuro poi il sabato e la domenica. Ed era una faticata che metteva fame».

Perché era una faticata?

«Perché a quell’epoca non c’erano ancora gli impianti di risalita e allora si andava su a piedi, c’era la scaletta. Quindi giù con gli sci, e su a scaletta, insomma ci si stancava parecchio e c’era bisogna di qualche cosa che ti tirasse su. E la smacafam andava proprio bene».

E la fa anche ora che vive a Roma?

«Certo, nel pomeriggio è uno spuntino magnifico. Ma anche in questo caso ho apportato delle varianti. Prima di tutto il pane lo ammollo nel brodo, così viene più saporito. Poi, oltre alla lucanica fresca aggiungo una fetta di lardo tritato, così è anche un po’ più calorica. Ed è quello che a volte mi necessita quando mi impegno molto tra la casa e il lavoro».

 

LE RICETTE DI MARIA CONCETTA MATTEI

Torta delle rose

Torta a plumcake

Smacafam

LA BIOGRAFIA DI MARIA CONCETTA MATTEI

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MARIA CONCETTA MATTEI: «Lo smacafam, non è una parolaccia, ma una gustosa torta salata»
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MARIA CONCETTA MATTEI: «Lo smacafam, non è una parolaccia, ma una gustosa torta salata»
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E’ una torta di pane raffermo e lucanica, ovvero la salsiccia fresca, quella che si mangia anche spalmandola cruda sul pane. E’ una pietanza che mi fa pensare all’inverno, perché si mangiava abitualmente dopo aver sciato, dopo una camminata al freddo, anche dopo aver giocato a tirarci le palle di neve. E’ galvanizzante, butta via la fame e dà anche calore.
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Andrea Face