MICHELA ANDREOZZI: «Per colpa degli uomini odiavo i tagliolini con gamberetti e zucchine»

Di   gennaio 9, 2018


Michela Andreozzi nasce a Roma il 4 luglio 1969. Studia contemporaneamente recitazione e Lettere e Filosofia. Conseguita la laurea, prosegue gli studi di sceneggiatura con un corso alla Scuola Holden di Torino. Giovanissima, inizia a lavorare in televisione per Gianni Boncompagni nelle redazioni dei varietà “Domenica in” (Rai 1) e “Non è la Rai” (su Canale 5) dove presta la voce ad alcune ragazze del cast, incidendo diverse canzoni inserite poi nelle compilation del programma. Nel 1996 crea con Francesca Zanni il duo comico Gretel & Gretel, che partecipa anche a numerose trasmissioni televisive tra cui “Zelig – Facciamo cabaret” (Italia1) e “Quelli che il calcio e…” (Rai 2). Prosegue poi da sola il suo percorso partecipando a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche. Molti i suoi ruoli da protagonista nelle fiction: “La squadra” (Rai3), “7 vite” (Rai2), “Il commissario Manara” (Rai1), “Distretto di Polizia” (Canale5), “Rimbocchiamoci le maniche” (Canale 5). A teatro è diretta da Gigi Proietti, Paola Tiziana Cruciani, Angelo Longoni, Federico Moccia. Dal 2010 porta avanti dei progetti di “varietà per attore solo” che scrive e in cui interpreta tutti i personaggi: debutta con “A letto dopo Carosello”, prosegue con “Ti vuoi mettere con me?” e “L’amore al Tempo delle Mele”, entrambi con la regia di Paola Tiziana Cruciani. Come autrice di prosa continua a scrivere testi per sé e per altri, tra cui “Storie di Claudia” per Claudia Gerini, diretto da Giampiero Solari. Come regista teatrale ha firmato 5 spettacoli. Al cinema debutta in “Basilicata Coast to Coast”, esordio alla regia di Rocco Papaleo, ed è successivamente nel cast di diverse commedie, diretta da Fausto Brizzi, Leonardo Pieraccioni, Massimiliano Bruno, Paolo Genovese, Carlo Vanzina. Come sceneggiatrice collabora ai dialoghi di vari lungometraggi di Fausto Brizzi; sviluppa la sceneggiatura di “Pane e burlesque”, che interpreta poi nel ruolo di Teresa; scrive e interpreta la serie “Ombrelloni” (Rai2); la sceneggiature del film “Sconnessi”, con Massimiliano Vado e Christian Marazziti, che lo dirige. Il film, con Fabrizio Bentivoglio, Carolina Crescentini, Ricky Memphis e Stefano Fresi, uscirà nelle sale il 22 febbraio 2018. Dopo l’esordio alla regia con il corto “D.U.G.U Dietro un grande uomo”, che interpreta con Luca Argentero e con il quale vince diversi premi, nel 2017 dirige il primo lungometraggio, “Nove lune e mezza”, una commedia di cui firma anche la sceneggiatura con Alessia Crocini e Fabio Morici e che interpreta al fianco di Claudia Gerini, Lillo, Giorgio Pasotti, Stefano Fresi. Il 5 dicembre 2017 riprende in teatro “Ostaggi”, scritto e diretto da Angelo Longoni, interpretato con Gabriele Pignotta, Pietro Genuardi, Silvana Bosi e Jonis Bascir.

Dal 2013 è legata sentimentalmente all’attore Massimiliano Vado con il quale si è sposata il 21 maggio 2015.

 

L’INTERVISTA

«Adesso li adoro, ma per molti anni ho odiato i tagliolini con gamberetti e zucchine. E tutto per colpa degli uomini. Proprio così. Diciamo che una delle costanti dei miei rapporti con il sesso maschile è costituita dai tagliolini con gamberetti e zucchine in quanto per un certo periodo tutti gli uomini che incontravo, per fare colpo, mi dicevano: “Ti invito a cena, cucino io”. E tiravano fuori sto piatto di tagliolini, gamberetti e zucchine. Era un classico di qualunque invito senza futuro. Che ci vuole a preparare una pasta con gamberetti e zucchine? E’ un piatto velocissimo da fare».

E cosa c’è di male in questo?

«Perché un uomo che ti invita a cena ha fretta di mangiare? Perché ha una meta ben diversa, è ovvio. Almeno a me è successo così fin dalla prima volta in cui sono stata invitata a cena. E’ stato tanto tempo fa, con un fidanzatino che avrà avuto circa venti anni. Mi ha fatto questo piatto con un risultato davvero deprimente: i gamberetti erano ancora crudi, le zucchine si erano trasformate in una poltiglia, i tagliolini erano scotti ».

Ma non sarà mica stato sempre così.

«No, questa è una cosa che ho avuto modo di scoprire con gli anni. Gli uomini, più crescono con l’età, più cucinano bene sti tagliolini. Perché ogni volta che portano una donna a casa li preparano. Ed io, quando accettavo l’invito di un corteggiatore, pensavo: “se questo mi vuole bene, mi cucina qualcosa di diverso, se vuole andare solo al dunque, mi cucina i tagliolini”. Era la mia cartina di tornasole. E qualche volta che ho mangiato i tagliolini davvero buoni ho pensato di far parte di una lunga lista di conquiste».

E questo ancora le pesa?

«No, adesso non mi importa più niente, anzi addirittura mi piacciono. E sa da quando? Da quando mio marito, allora fidanzato, mi invitò a cena. Temevo di trovarmi davanti un bel piatto di tagliolini con gamberetti e zucchine, ma non fu così. Capii subito che ci saremmo sposati, e da allora i tagliolini, ogni tanto, li preparo io a lui».

Quindi lei cucina?

«Sì, ma non posso dire di essere bravissima. Io sono nata e cresciuta a Roma, ma provengo da una famiglia napoletana di vecchia tradizione. A casa mia la cucina era vietata ai bambini, non ci potevamo neanche entrare. Per me saper cucinare è stato, per anni, una sorta di magia. E questo lo pensavo particolarmente quando in casa sentivo gli odori che provenivano dalla cucina, e poi a tavola arrivavano i carciofi preparati da mia madre. Erano i carciofi alla romana, ma io li chiamavo i carciofi alla Maria Rosaria, il nome di mia madre, appunto, perché li faceva, e li fa, in maniera eccezionale. E’ uno dei piatti della mia infanzia che ricordo con maggior piacere, anche perché mia madre me li preparava per blandirmi o per coccolarmi. Poi mi ha insegnato a farli, ma non mi riescono come a lei. Sono convinta che abbia qualche segreto che non mi ha rivelato. Ma come li faccio io piacevano molto ai miei colleghi quando a Napoli li preparavo spesso?

Come mai a Napoli?

«C’è stato un periodo in cui vivevo lì per gran parte dell’anno per le riprese della due serie televisive, prima “La squadra”, poi “Sette vite”. Per non stare in albergo, avevamo preso un appartamento molto grande dove abitavamo Valeria Morosini, Michelangelo Tommaso e Davide Devenuto che lavoravano a “Un posto al sole”, Roberto Zibetti ed io che eravamo a “La squadra”.

Ognuno aveva la sua privacy, però mangiavamo sempre tutti insieme. Chi faceva una cosa, chi un’altra. Ciascuno di noi aveva qualche specialità, e una delle mie erano i carciofi. Michelangelo Tommaso, invece, faceva la pasta, Valeria Morosini una crema di yogurt particolare, che mi è subito piaciuta molto».

E naturalmente ha imparato a farla anche lei.

«Sì, Valeria mi ha insegnato a preparrae questa crema di yogurt con dentro pezzi di frutta varia, miele, cannella e granella di noci. Un dolce delizioso, che non fa ingrassare e che spesso preparo anche a Roma, per mio marito e per me, che mi alzo anche di notte per mangiarlo».

LE RICETTE DI MICHELA ANDREOZZI

Tagliolini con gamberetti e zucchine

Carciofi alla romana

Crema di yogurt con frutta fresca