RICCARDO POLIZZY CARBONELLI: «Volevo fare una pastiera, venne fuori uno strudel con la ricotta»

RICCARDO POLIZZY CARBONELLI: «Volevo fare una pastiera, venne fuori uno strudel con la ricotta»

No, non sbagliai la ricetta, ma gli ingredienti, anzi un ingrediente. Un acquisto sbagliato. Il tutto accadde per la mancanza di tempo. Invece di prepararmi io la pasta frolla, la comprai. Ma invece di comprare la frolla, presi la pasta sfoglia, che per la pastiera non va davvero bene. E’ per questo motivo che a chiunque cucina, suggerisco di preparare sempre in casa l’impasto che gli occorre.

CARLOTTA NATOLI: «A Napoli, a sette anni, ho mangiato la prima volta il souté di cozze e vongole»

«Ero con mio zio Antonio e una sua fidanzata e stavamo andando alle isole Eolie. Arrivati a Napoli, stavamo andando a prendere il traghetto, ma fummo sorpresi da un temporale mostruoso. Per ripararci, si era fatta ora di pranzo, entrammo in un ristorante dove per la prima volta in vita mia mangiai un souté di cozze e vongole. Era caldo, piacevole, e c’era il gusto di mangiare con le mani, senza posate. Una vera goduria per una bambina di sette anni».

EMANUELA AURELI: «Ad una cena galante bruciai il sugo: non fu una conquista»

E’ successo la prima volta che ho detto ad un ragazzo: “invece di andare fuori, andiamo a casa mia”. Decisi di preparare uno spaghetto semplice: aglio, olio e peperoncino. Avevo l’antipasto: prosciutto, melone, crostini col pomodoro, che cominciammo a mangiare dopo che avevo messo a soffriggere l’aglio nell’olio. Mangiando e parlando mi distrarsi, l’aglio si bruciò e l’olio prese fuoco. Non fu una conquista».

CHRISTIANE FILANGIERI: «In Brasile, in spiaggia, mangiavo gamberetti alla brace»

E’ stato nel corso di una vacanza che ho fatto nel ’90 con i miei genitori in Brasile, nel nord est. In spiaggia, come qui vendono il cocomero o il cocco, lì vendono questi spiedini con i gamberetti piccoli fatti alla brace, insaporiti con il lime, che è quel limone piccolo verde che si adopera anche per fare la caipirinha, un cocktail che adoro.

ENZO DECARO: «Apro il frigorifero e invento la cena con quello che c’è»

I miei figli adoravano la pasta al frigorifero. In effetti si trattava di tubettoni al pomodoro, ma la chiamavamo così perché l’avevo fatta aprendo il frigorifero e scegliendo gli ingredienti tra le cose che vi avevo trovato: pomodorini, noci, formaggio e mandarini. E il sugo lo avevo fatto con i pomodori e le noci, poi, una volta pronto, avevo aggiunto il formaggio a pezzetti, e alla fine una grattuggiata di mandarini, come se fosse stato parmigiano.

CESARE BOCCI: «Con Zingaretti, spaghetti alle vongole alle otto del mattino»

Quando si gira, la sveglia al mattino suona molto presto, perché devi andare sul set, truccarti, indossare gli abiti di scena. Insomma, alle otto e tre quarti sei sveglio già da un bel po’ di tempo, per cui mangiare spaghetti con le vongole non era davvero un problema. Luca Zingaretti ed io stavamo in questa trattoria, che era vera, mangiavamo questi spaghetti, molto buoni, e ridevamo come pazzi dicendoci: “Ma ci pagano anche”.

VERONICA MAYA: «A Pasqua non posso rinunciare alla pastiera napoletana»

VERONICA MAYA: «A Pasqua non posso rinunciare alla pastiera napoletana»

Sono nata in una famiglia di ristoratori, quindi ho imparato a cucinare da piccola e mia nonna Marcella mi ha insegnato a fare la pastiera. Ricordo che preparava l’impasto in un recipiente di ceramica bianco e verde. Mescolava tutto a mano: il grano spugnato, la ricotta, lo zucchero, le uova. Io la guardavo ammirata e guardando guardando ho imparato a farla.

PINO INSEGNO: «Servii una pizza addosso alla ragazza che mi aveva stregato con i suoi occhi»

A Tarquinia, vicino Roma, per guadagnare un po’ di soldi, facevo il cameriere in una pizzeria e la pizza che portavo di più era la margherita. Ad un tavolo dove dovevo servirla c’era una ragazza bellissima, di sedici anni, con la mamma. Guardarla e innamorarmi di lei fu un attimo. Non riuscivo a staccare lo sguardo, tanto che quando arrivai al tavolo la margherita mi scivolò dal piatto e cascò sulla tovaglia.