ENZO DECARO: «Apro il frigorifero e invento la cena con quello che c’è»

I miei figli adoravano la pasta al frigorifero. In effetti si trattava di tubettoni al pomodoro, ma la chiamavamo così perché l’avevo fatta aprendo il frigorifero e scegliendo gli ingredienti tra le cose che vi avevo trovato: pomodorini, noci, formaggio e mandarini. E il sugo lo avevo fatto con i pomodori e le noci, poi, una volta pronto, avevo aggiunto il formaggio a pezzetti, e alla fine una grattuggiata di mandarini, come se fosse stato parmigiano.

CESARE BOCCI: «Con Zingaretti, spaghetti alle vongole alle otto del mattino»

Quando si gira, la sveglia al mattino suona molto presto, perché devi andare sul set, truccarti, indossare gli abiti di scena. Insomma, alle otto e tre quarti sei sveglio già da un bel po’ di tempo, per cui mangiare spaghetti con le vongole non era davvero un problema. Luca Zingaretti ed io stavamo in questa trattoria, che era vera, mangiavamo questi spaghetti, molto buoni, e ridevamo come pazzi dicendoci: “Ma ci pagano anche”.

VERONICA MAYA: «A Pasqua non posso rinunciare alla pastiera napoletana»

VERONICA MAYA: «A Pasqua non posso rinunciare alla pastiera napoletana»

Sono nata in una famiglia di ristoratori, quindi ho imparato a cucinare da piccola e mia nonna Marcella mi ha insegnato a fare la pastiera. Ricordo che preparava l’impasto in un recipiente di ceramica bianco e verde. Mescolava tutto a mano: il grano spugnato, la ricotta, lo zucchero, le uova. Io la guardavo ammirata e guardando guardando ho imparato a farla.

PINO INSEGNO: «Servii una pizza addosso alla ragazza che mi aveva stregato con i suoi occhi»

A Tarquinia, vicino Roma, per guadagnare un po’ di soldi, facevo il cameriere in una pizzeria e la pizza che portavo di più era la margherita. Ad un tavolo dove dovevo servirla c’era una ragazza bellissima, di sedici anni, con la mamma. Guardarla e innamorarmi di lei fu un attimo. Non riuscivo a staccare lo sguardo, tanto che quando arrivai al tavolo la margherita mi scivolò dal piatto e cascò sulla tovaglia.

MANILA NAZZARO: «Quando studiavo Medicina, preparavo gli esami mangiando dolcetti al cocco»

MANILA NAZZARO: «Quando studiavo Medicina, preparavo gli esami mangiando dolcetti al cocco»

Li preparavo quando ero iscritta alla facoltà di Medicina, a Chieti, dove condividevo un monolocale con una mia amica. Ricordo che prima di mettermi sui libri, dopo pranzo, andavo in cucina a fare questi dolcetti: li sgranocchiavamo durante tutto il pomeriggio mentre studiavamo. Li faccio ancora oggi, con farina di grano, farina di cocco, zucchero e uova.

ETTORE BASSI: «Il segreto della mia cucina è l’olio pugliese»

ETTORE BASSI: «Il segreto della mia cucina è l’olio pugliese»

«Io sono nato a Bari, e per me non c’è dubbio: per rendere qualunque piatto buono, dal sapore intenso e profumato, c’è un solo modo: utilizzare l’olio extravergine pugliese, che prendo ogni volta che torno nella mia terra, presso i tantissimi frantoi – masserie di cui è ricca la Puglia. Ovviamente è facile reperire l’olio pugliese anche nei supermercati di tutta Italia».

TOSCA D’AQUINO: «La strepitosa parmigiana di melanzane che mi ha insegnata mio padre»

Mio padre era un bravissimo cuoco e un piatto che amo molto è uno di quelli che gli ho visto fare da piccola: la parmigiana di melanzane, che cucinava in maniera strepitosa. Ricordo anche il rituale: tagliare la melanzana, spellare il pomodoro fresco per fare la salsa, tagliuzzare la mozzarella, insomma tutta la preparazione. La parmigiana di melanzane è talmente lavorata che farla è proprio un atto d’amore.

MAURIZIO BATTISTA: «Adoro le fettuccine al ragù ripassate in padella»

Le fettucine al ragù erano il pranzo della domenica. Mia madre ne faceva sempre in abbondanza perché sapeva che ci piaceva tanto, la sera, ripassare in padella quelle che avanzavano. Dopo pranzo metteva la pasta rimasta insieme al sugo, che così assorbiva maggiormente il sapore e poi, riscaldata in padella era buonissima. Sto parlando al passato, ma lo faccio ancora oggi.