PAMELA PRATI: «Polenta con le salsicce sul tavolo di legno: un rito gioioso per me e i miei sette fratelli»

«Io sono la sesta di otto figli: sei femmine e due maschi. E’ chiaro che a casa non si navigava nell’oro, e uno dei ricordi più cari della mia infanzia è di quando la mia mamma ci preparava la polenta. Noi ci mettevamo tutti intorno al tavolo di legno che stava vicino al caminetto e lei faceva la polenta nel paiolo. Io stavo lì estasiata a guardarla mentre girava con il mestolone di legno, ed ero ammirato per la fatica che faceva. Ricordo quando la polenta era pronta e lei la spargeva sul tavolo di legno, poi ci metteva sopra il sugo con le salsicce e noi tutti piccoli lì intorno la dividevamo riempiendo i nostri piatti come se fosse la manna dal cielo».

Era quasi un rito?

«Sì, ma un rito gioioso, allegro. Era la condivisione di questo cibo davvero fantastico, con un sapore unico, come tutte le cose che faceva mia madre. Ad esempio il pane, che lei preparava, ma che poi noi portavamo al forno nelle teglie, per farlo cuocere. Mettevamo le teglie sopra la testa e andavamo al forno. Non so se si faceva anche altrove, ma io sono di Ozieri, in provincia di Sassari, e lì era questo l’uso».

Visto che ha imparato molto da sua madre, la sua cucina è tutta sarda?

«Assolutamente no. Io giro molto per lavoro, sono molto curiosa, e ovunque vado cerco di imparare qualche cosa. Per di più ho la fortuna di avere fatto molte amicizie in tutte le regioni in cui ho lavorato e spesso sono ospite a casa di gente del posto. E in questo modo ho imparato a cucinare tante pietanze. L’anno scorso, ad esempio, in Puglia, a Fasano, in provincia di Brindisi, ho mangiato la puccia fatta in casaۛ».

Di cosa si tratta?

«E’ una sorta di panino, però fatto non con l’impasto per il pane, bensì con quello per la pizza. Una specie di palla di pasta per pizza che viene riempita di carne, di pomodoro, mozzarella di tutto quello che vuoi. Si può fare con il pesce, con le verdure. Io ero in vacanza in Puglia, e mi stavo godendo l’ospitalità di una delle tante famiglie con le quali ho fatto amicizia facendo le serate. Una famiglia modesta, come piacciono a me, dove si sorseggiava del buon vino e si condivideva questa puccia con altri sapori della carne arrostita fatta lì sulla brace circondata dai vigneti».

E lei ora, ad esempio, sa fare la puccia?

«Tutto quello che mangio fuori lo faccio poi anche in casa. Per quanto riguarda la cucina pugliese, devo dire che ho una sorella che è sposata con un pugliese, quindi se ho qualche dubbio ho come risolverlo. Ma apprendo facilmente, ho imparato piatti siciliani, calabresi, napoletani, e le cose che mi piacciono molto amo prepararle per i miei amici che invito a cena».

Cosa che fa spesso?

«Per me il cibo è la cosa più buona che ci sia. E stare in compagnia a mangiare è la cosa più piacevole. Per cui amo ricevere, amo cucinare, però per pochi, ma buoni, massimo dodici persone. Mi piace la tavola imbandita, mettere cose carine, il segna posto. Una mia caratteristica è che non amo i piatti tutti uguali. Voglio colori, allegria anche in quel senso, per cui in una tavola ogni ospite ha il suo servizio personale: piatti, bicchieri, tutti diversi per ogni persona. Naturalmente così mi costa tantissimo, ma mi piace».

A quanto pare, comunque, la cucina che preferisce è quella del Sud.

«Sì, forse perché l’ho frequentato di più, anche per lavoro. Uno dei piatti che adoro, ad esempio, è la grigliata di pesce. E la volta che mi ha proprio entusiasmato è stata quando l’ho mangiata in Sicilia. Ricordo che è stato quando ho fatto una delle mie tournée teatrali, “Bentornata passerella” e sono stata in tutti i teatri più importanti d’Italia, dall’Alfieri di Torino al Massimo di Palermo al Metropolitan di Catania. Terminata la tournée un mio collaboratore siciliano, Enzo Piscopo, mi invitò ad andare a riposarmi un po’ dalla sua famiglia, a Favara, in provincia di Agrigento. E lì ho mangiato delle grigliate di pesce incredibili. Da allora ogni volta che mangio il pesce alla griglia penso al successo tetrale e a una vacanza magnifica».

 

LE RICETTE DI PAMELA PRATI

Polenta con sugo e salsicce

Puccia

Grigliata mista di pesce

LA BIOGRAFIA DI PAMELA PRATI

Summary
PAMELA PRATI: «Polenta con le salsicce sul tavolo di legno: un rito gioioso per me e i miei sette fratelli»
Article Name
PAMELA PRATI: «Polenta con le salsicce sul tavolo di legno: un rito gioioso per me e i miei sette fratelli»
Description
Noi ci mettevamo tutti intorno al tavolo di legno che stava vicino al caminetto e lei faceva la polenta nel paiolo. Io stavo lì estasiata a guardarla mentre girava con il mestolone di legno. Quando la polenta era pronta, la spargeva sul tavolo di legno, ci metteva sopra il sugo con le salsicce e noi tutti piccoli lì intorno la dividevamo riempiendo i nostri piatti come se fosse la manna dal cielo. Era una sorta di rito, un rito gioioso.
Author
Publisher Name
Andrea Face