PAOLA FERRARI: «Per un paio d’anni ho cenato sempre con spaghetti alla carbonara: costavano poco»

«Io sono nata a Milano, per cui può apparire strano, ma tra i miei piatti preferiti ci sono decisamente gli spaghetti alla carbonara e per un paio di anni li ho mangiati quasi tutte le sere. Non si meravigli più di tanto, sono diversi i motivi per cui amo gli spaghetti alla carbonara, motivi anche nostalgici, perché mi ricordano un certo periodo della mia vita».

Ci racconta?

«Avevo soltanto diciassette anni quando sono andata a vivere da sola. Appena terminato il liceo scientifico ho deciso di cominciare a lavorare, perché sognavo di fare la giornalista. Inoltre volevo rendermi indipendente così, in pieno accordo con i miei, presi un appartamentino per conto mio. E il primo piatto che ho cucinato solo per me sono stati gli spaghetti alla carbonara».

E le è piaciuto talmente che poi lo faceva quasi tutte le sere?

«I motivi non erano solo di gola, ma anche economici. Ho avuto la fortuna di cominciare a scrivere presto i miei primi articoli, ma mi venivano pagati pochissimo, dieci mila lire. Le spese c’erano, i guadagni meno e gli spaghetti alla carbonare: pasta, pancetta, un uovo e un po’ di formaggio in fondo costavano poco ed erano nutrienti. Così quasi tutte le sere costituivano la mia cena, anche perché riempivano abbastanza».

Ha qualche trucchetto particolare per cucinarli?

Uno solo, perché a me non piace l’uovo raggrumato. Quindi io quando gli spaghetti sono pronti, al dente naturalmente, li metto nel tegame dove ho fatto sciogliere la pancetta e li mischio con il formaggio, poi, a fuoco spento, aggiungo l’uovo, così non si formano i grumi e piacciono molto anche ai miei figli Alessandro, diciassette anni e Virginia, sedici».

Quale altra sua specialità piace molto a loro?

«Gli asparagi alla Bismark, ovvero con sopra l’uovo e il parmigiano. E’ un piatto molto nutriente e ho cominciato a prepararlo per loro con molto piacere. Quando erano piccoli, come con tutti i bambini, era sempre difficile far mangiare loro la verdura. Un giorno ho preparato questo piatto per me e mio marito. Loro hanno voluto assaggiarlo e se ne sono innamorati. Forse perché si divertivano ad intingere gli asparagi nell’uovo. E continuano a gradirli, per cui glieli preparo spesso».

E in questo caso ha qualche segreto?

«Più che segreti direi che ci vogliono alcuni accorgimenti dettati dall’esperienza. Quando vado a fare la spesa impiego parecchio tempo per scegliere gli asparagi che devono essere freschi e grandi, altrimenti non vanno bene per intingerli nell’uovo. E per lo stesso motivo ci vuole occhio anche quando si sbollentano, perché non devono cuocere troppo, altrimenti si spappolano. Anche l’uovo deve cuocere pochissimo in quanto il tuorlo deve restare molto morbido, altrimenti non puoi intingere l’asparago».

A quanto pare, nonostante i tanti impegni che ha, lei ha imparato a destreggiarsi bene davanti ai fornelli. Sa fare anche dolci?

«Sì, certo, e tra tutti sono molto legata a livello affettivo alle frittelle di mele, che mi faceva mia nonna. Vede, io non provengo da una famiglia ricca, per cui quando c’erano le frittelle di mele era proprio una festa. A quell’epoca non è che si andavano a comprare i dolci tutte le domeniche».

E sua nonna, quindi, le faceva il dolce della domenica?

«Sì. Mia nonna viveva in casa con noi, io ero figlia unica, quindi può immaginare come cercasse di accontentarmi sempre. Pensi che mi trovava anche le scuse per farmi uscire se sapeva che volevo incontrarmi con qualche ragazzino. Era molto protettiva, mi coccolava e la domenica me le preparava sempre. Non le completava, però, perché il mio divertimento era mettere io il tocco finale, ovvero lo zucchero a velo».

Oggi le fa ai suoi figli?

«Sì, ogni tanto le faccio e loro le gradiscono molto. Ma devo fare una confessione: per quanto mi piaccia molto cucinare, le frittelle di mele preferisco che qualcuno le cucini per me. Così mi sento coccolata come faceva mia nonna. Però devo essere sempre io a completarle, ovvero a mettere lo zucchero a velo. E’ quasi un rito, come allora».

 

LE RICETTE DI PAOLA FERRARI

Spaghetti alla carbonara

Asparagi alla Bismark

Frittelle di mele

LA BIOGRAFIA DI PAOLA FERRARI

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PAOLA FERRARI: «Per un paio d'anni ho cenato sempre con spaghetti alla carbonara: costavano poco»
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PAOLA FERRARI: «Per un paio d'anni ho cenato sempre con spaghetti alla carbonara: costavano poco»
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Avevo soltanto diciassette anni quando sono andata a vivere da sola. Appena terminato il liceo scientifico ho deciso di cominciare a lavorare, perché sognavo di fare la giornalista e volevo rendermi indipendente così, in pieno accordo con i miei, presi un appartamentino per conto mio. E il primo piatto che ho cucinato solo per me sono stati gli spaghetti alla carbonara, che mi piacevano tanto e, soprattutto, costavano poco.
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Andrea Face