ROSANNA VAUDETTI: «Grazie alla Rai, che mi mandò un anno a Torino, ho imparato a fare la fonduta»

«Il pollo alla maceratese è uno dei miei piatti preferiti da sempre. Io sono nata ad Ancona, però anche nella mia città questo piatto si faceva frequentemente. O, almeno, lo si faceva a casa mia. Mia madre lo cucinava in maniera squisita e quando io rientravo a casa da scuola e sentivo quei profumi particolari, per me era una festa perché capivo che a pranzo c’era il pollo».

Rosanna Vaudetti, annunciatrice dei tempi storici della Rai ed ora conduttrice di varie trasmissioni su Alice, non nutre alcun dubbio su quello che è il suo piatto preferito. «Pensi che è la prima cosa che ho chiesto a mia madre di insegnarmi a cucinare», precisa Rosanna, «anche se non è certamente semplice e bisogna seguire la cottura attentamente. Ci tenevo ad imparare a cucinarlo anche perché mia sorella, che ha sette anni più di me, era già in grado di farlo».

Ma cosa ha di particolare per essere così buono?

«Non so dirglielo. Forse il fatto che si sfruttano bene le interiora. Le rigaglie del pollo molti le buttano. Noi, invece, le tritiamo finemente, le soffriggiamo e poi le mangiamo con il pollo. Probabilmente un elemento importante è anche l’uovo crudo, sbattuto, che si versa sul pollo cotto, a caldo. E il limone. Insomma, non so dirle i motivi, ma le assicuro che è ottimo».

Nonostante sia di Ancona, lei ama mangiare prevalentemente marchigiano?

«Prevalentemente no. Mi piace la cucina marchigiana, ma come tante altre cucine. Mia madre era di Marsiglia, ma è cresciuta con due zie napoletane e con una nonna toscana, quindi faceva molti piatti napoletani e toscani, ma io poi per lavoro ho girato dappertutto, e dovunque ho mangiato cose buone. Ho imparato a fare bene anche la fonduta, che era la passione di mio padre, piemontese, che purtroppo pretendeva di saperla fare».

Perché purtroppo?

«Perché in cucina era un disastro: la occupava e nessuno più poteva metterci piede, sporcava centomila cose e alla fine il risultato era davvero deprimente, perché la sua fonduta, che mia madre, mia sorella ed io eravamo costrette a mangiare per compiacerlo, era davvero disgustosa».

Quindi lei odia la fonduta?

«No, no, mi piace, eccome. E tutto grazie al mio primo contratto con la Rai, che mi portò a Torino per un anno. Lì c’era la sorella di papà e lei la fonduta la faceva davvero bene, con molta semplicità. Preparava tutto al mattino: l’uovo, il tuorlo senza chiara, la fontina a pezzi, un po’ di sale, il latte, la farina, il burro e quando tornava, al momento, faceva la fonduta che veniva sempre benissimo. Io ho imparato da lei e adesso la faccio senza troppe preoccupazioni, anche quando sembra che si stia rapprendendo, tanto continuo a girare e va tutto a posto. Naturalmente è più buona se sopra ci metti del tartufo e mia sorella mi ha comprato un grattatartufo che ha trovato da un antiquario, anche per regalarmi un oggetto che, scherzosamente, mi faccia pensare a mio padre».

Dolci ne fa?

«Tanti, a me piace cucinare di tutto. Il mio preferito, naturalmente, è il millefoglie. Mi è sempre piaciuto molto, ma è anche il titolo di una trasmissione che ho condotto su Alice. Era un titolo particolarmente giusto perché incontravo e intervistavo degli scrittori nei caffè storici della loro città. Quindi il titolo alludeva sia al dolce, che magari mangiavamo stando nei caffè, sia ai libri, ai fogli dei libri».

 

LE RICETTE DI ROSANNA VAUDETTI

Pollo alla maceratese

Fonduta di fontina al tartufo bianco

Millefoglie alla crema

LA BIOGRAFIA DI ROSANNA VAUDETTI

Summary
ROSANNA VAUDETTI: «Grazie alla Rai, che mi mandò un anno a Torino, ho imparato a fare la fonduta»
Article Name
ROSANNA VAUDETTI: «Grazie alla Rai, che mi mandò un anno a Torino, ho imparato a fare la fonduta»
Description
A Torino c'era la sorella di papà e lei la fonduta la faceva davvero bene. Io ho imparato da lei e adesso la faccio senza troppe preoccupazioni, anche quando sembra che si stia rapprendendo, tanto continuo a girare e va tutto a posto. Naturalmente è più buona se sopra ci metti del tartufo e per farlo adopero un gratta tartufo che mi ha regalato mia sorella.
Author
Publisher Name
Andrea Face