SABRINA SALERNO: «Il pesto non lo faccio solo con le trofie o le linguine, ma anche con il minestrone»

«Mi capita spesso, quando in alcune occasioni si parla di cibo, di sentire citare pietanze ricercate, costose, comunque poco usuali. Io, che amo cucinare ed amo anche mangiare, preferisco invece cose semplici. La cucina di una volta, fatta di ingredienti genuini e accostati in maniera sapiente, è ancora la mia preferita. Uno dei piatti che adoro, ad esempio, è la torta di patate».

Sabrina Salerno, cantante e show girl, ma anche attrice sia di teatro che di cinema, tutto è fuorché una donna sofisticata. Genuina come i cibi che preferisce, ci spiega perché pensa a questa torta di patate che ancora oggi fa frequentemente. «Io non so dire, sinceramente, se si tratta di una specialità genovese o un’esclusiva di mia zia Lina», racconta Sabrina, «certo è che lei me la faceva spesso ed ogni volta io ne ero felice».

Sua zia viveva con lei?

«Ero io che vivevo con zia Lina. Io sono nata a Genova da un’unione tra i miei genitori non proprio felice, per cui ho vissuto i primi cinque anni della mia vita con mia zia, che mi trattava come una figlia. E mi preparava dei piatti buonissimi come questa torta che ho imparato a fare anche io».

Si è fatta dare la ricetta da sua zia?

«No, quando vivevo con lei ero troppo piccola per pensare alle ricette, però la guardavo con attenzione quando lei la preparava. Qualche anno dopo, ormai capace di cucinare, ho pensato a questa torta e mi è venuta voglia di farla. Sono andata un po’ a memoria, ma diciamo che ricordando i sapori ho creato, in pratica, una ricetta mia, però per me è sempre la torta di zia Lina. Faccio una specie di purè con le patate, poi lo impasto con prosciutto crudo, mortadella e scamorze tagliate a pezzetti, parmigiano, maggiorana, uova e in superficie pangrattato. E’ un piatto unico, in pratica, che piace moltissimo sia a mio figlio Luca Maria che a mio marito Enrico. Per questo in genere preparo una teglia per quattro persone, tanto quello che resta si mangia con piacere anche freddo, la sera o il giorno dopo».

Da buona genovese sarà brava anche a fare il pesto.

«Sì, ma le voglio dire una cosa che non è molto risaputa. Il pesto non va adoperato solo con le trofie o le linguine, ma anche con il minestrone alla genovese. Ed anche questo per me è un dolcissimo ricordo della mia infanzia, della mia terra, dei miei nonni materni, con i quali ho vissuto, non più a Genova, bensì a Sanremo, fino a quando, a quattordici anni, tornai con mia madre, anche se non fu una cosa facile».

E’ stata lei ad insegnarle il minestrone con il pesto?

«No, io sono cresciuta a minestrone perché tendenzialmente amo molto le verdure, mentre non ho mai adorato la carne. Facendomi il minestrone con il pesto, quindi, prima per mia zia e poi per mia nonna era facile farmi mangiare. La stessa cosa accade oggi con mio figlio, che è felice quando glielo preparo. Sul modo di fare il pesto, devo dire, i genovesi non sono tutti concordi e ognuno ha il suo trucchetto. C’è chi mette più parmigiano, chi più pecorino, chi mette le noci, oltre ai pinoli. Io, appunto, metto anche le noci».

Si ispira alla sua terra natale anche per i dolci?

«No, in verità di dolci non sono proprio appassionata. Uno dei pochi che mi piace è il crème caramel. Da bambina ne ho mangiato tanto, ma poi non più per molto tempo, perché non sapevo farlo. Un giorno ho cominciato ad averne un gran desiderio. Ero incinta, mangiavo tanto, di tutto, ma non dolci, proprio perché non li amo. Quel giorno, però, mi venne anche voglia del crème caramel, mi feci dare la ricetta da una mia amica, provai a farlo, ma il risultato fu disastroso. Naturalmente attribuii la colpa alla ricetta e non alla mia inesperienza».

Ma poi ha imparato?

«Certo, però mi sono fatta dare la ricetta da un amico cuoco, e adesso lo faccio regolarmente. Molti sono convinti che per preparare un buon crème caramel bisogna montare a neve l’albume delle uova, ma io, su suggerimento del mio amico cuoco, non lo faccio. Monto tutto insieme, è tutto più semplice, faccio prima e viene veramente buono».

 

LE RICETTE DI SABRINA SALERNO

Torta di patate

Minestrone al pesto

Crème caramel

LA BIOGRAFIA DI SABRINA SALERNO

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SABRINA SALERNO: «Il pesto non lo faccio solo con le trofie o le linguine, ma anche con il minestrone»
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SABRINA SALERNO: «Il pesto non lo faccio solo con le trofie o le linguine, ma anche con il minestrone»
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E’ proprio così. Il pesto non va adoperato solo con la pasta, ma anche con il minestrone alla genovese. Ed anche questo per me è un dolcissimo ricordo della mia infanzia, della mia terra, dei miei nonni materni, con i quali ho vissuto, non più a Genova, bensì a Sanremo, fino a quando, a quattordici anni, tornai con mia madre.
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Andrea Face