VALERIA VALERI: «Sembrerà strano, ma faccio una frittata di patate senza le uova»

«La prima risposta che mi viene in mente quando qualcuno mi chiede qual è il mio piatto preferito è rigatoni all’amatriciana. Ma è una costante anche quando penso da sola a qualche cosa di molto gustoso che desidero mangiare. Sì, i rigatoni all’amatriciana sono la mia passione».

Chi parla è Valeria Valeri, prestigiosa attrice del teatro italiano, dove occorre una memoria di ferro per continuare a lavorare come fa lei, nonostante abbia superato i 90 anni.

«E’ vero, con l’amatriciana, in effetti, si fanno i bucatini», ammette. «Almeno così dice la ricetta originale. Ma a mia madre i bucatini non piacevano, preferiva i rigatoni, quindi ha sempre cucinato questa pasta, che faceva fin da quando ero piccola, e io sono abituata così».

La passione per questo piatto nasce dal fatto che le ricorda l’infanzia, la domenica?

«La passione nasce prima di tutto dal fatto che mi piace tanto. Poi sì, mi ricorda l’infanzia, ma non era il pranzo della domenica. Mia madre lo faceva spesso anche perché in fondo costa poco e la mia era una famiglia modesta e numerosa. Sa, io sono l’ultima di cinque fratelli, l’unica femmina, quindi tutti i giorni i commensali erano parecchi. E ricordo queste grandi, allegre tavolate che festeggiavano l’arrivo dei rigatoni all’amatriciana. Che è un’anomalia, d’accordo, ma non è l’unica».

Quali sono le altre?

«Le cipolle, ad esempio. Lei ha mai sentito qualcuno che mette le cipolle nell’amatriciana? Ebbene, io sì. Non ricordo se lo faceva anche mia madre, ma io ho preso quest’abitudine. Ed un’altra particolarità che ha la mia amatriciana, e questa è proprio mia, è che nel soffritto non metto solo il guanciale, ma anche il prosciutto, sia magro che grasso. Prendo il gambuccio e lo taglio a pezzi piccoli e le assicuro che è buonissimo. Come è buonissima, ad esempio, la frittata di patate senza uova».

Un’altra anomalia inventata da sua madre?

«No, questo è un piatto tipico della Sabina. Io sono nata a Roma, ma mia madre proviene da quella zona. Quando ero ragazzina, in estate, trascorrevo anche quattro mesi in quella che era stata la sua casa. Ricordo che mi divertivo moltissimo, scorazzavo nei campi, avevo gli amichetti e mi piaceva raccogliere i prodotti dell’orto che avevamo. E mi piaceva tanto questa frittata fatta senza uova, ma con tante patate schiacciate e poi amalgamate con un po’ d’acqua. La faccio ancora adesso, mettendoci tanto peperoncino, e poi l’accompagno con i pomodorini rossi tagliati a metà, messi in padella facendo attenzione a tenere a contatto con la padella la parte con la pelle, altrimenti si scioglierebbero. Inoltre aggiungo la mentuccia».

Ci sembra abbastanza esperta, ma lei cucina spesso per gli amici?

«A Roma mai. Ho una casa piccola dove voglio stare da sola. E’ una mia scelta. Quando invece vado a trascorrere del tempo in Sabina, dove ho comprato una casa perché avevo nostalgia di quei posti, allora sì, mi piace cucinare per gli amici e facciamo delle grandi tavolate».

Preparando sempre piatti tipici del posto?

«Non solo. Anzi, pensi che uno dei miei piatti forti è il ragù alla pugliese. Me lo ha insegnato una mia carissima amica che ha un trullo ad Alberobello dove spesso sono sua ospite. Già, lo stare a pranzo lì ha sempre qualche cosa di particolare. Pensi che in inverno, sotto la tavola mettono il braciere, come si faceva una volta. Lo facevamo anche noi in Sabina, ma loro lo fanno ancora oggi. E tu mangi con questo calore e questa atmosfera davvero gradevoli. La cucina pugliese è buonissima, mi piace tutta, ma la cosa che preferisco è il loro ragù, in cui mettono tanti tipi di carne: pollo, salsiccia, manzo, pancetta di maiale alquanto grassa, agnello, per cui viene un sugo di un gusto eccezionale. Ho imparato la ricetta da questa mia amica e in Sabina, ogni tanto, la propongo per la gioia dei miei ospiti».

 

LE RICETTE DI VALERIA VALERI

Rigatoni all’amatriciana

Frittata di patate senza uova

Ragù pugliese

LA BIOGRAFIA DI VALERIA VALERI

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VALERIA VALERI: «Sembrerà strano, ma faccio una frittata di patate senza le uova»
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VALERIA VALERI: «Sembrerà strano, ma faccio una frittata di patate senza le uova»
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È un piatto tipico della Sabina. Io sono nata a Roma, ma mia madre proviene da quella zona. Quando ero ragazzina, in estate, trascorrevo anche quattro mesi in quella che era stata la sua casa. E lì lei mi faceva questa frittata che mi piaceva tanto, fatta senza uova, ma con tante patate schiacciate e poi amalgamate con un po’ d’acqua.
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Andrea Face