ANDREA TIDONA: «Ho fatto gradire il pollo ad un amico al quale non era mai piaciuto»

«A me piace molto mangiare, ma anche cucinare. E in cucina non mi limito alle ricette che conosco perfettamente perché mi sono state insegnate da mia madre o da qualche amica, ma mi diverto anche a cambiare, ad inventare. E grazie a questa mia propensione ricordo che una volta ho salvato un pranzo facendo mangiare il pollo ad un amico che il pollo lo odiava. Purtroppo capita che tra gli amici ci sia qualcuno che non gradisce qualche alimento, e allora sono guai. Specie se non lo so o me ne dimentico».

Nel caso di cui ci sta parlando, però, ha risolto il problema brillantemente.

«Sì, tanto è vero che la soluzione che trovai è diventato un classico dei miei pranzi. Io adoro il pollo, in qualunque maniera sia cotto, per cui era tra le portate di un pranzo che avevo organizzato a casa mia. Ad un certo punto mi sono ricordato che uno degli invitati, un mio amico che non ha nulla a che vedere con il mondo dello spettacolo, non mangiava pollo. Come fare? Ho pensato di cucinarlo in maniera particolare in modo che il sapore del pollo si sentisse il meno possibile mentre prevalesse il sapore del condimento. Così mi sono inventato questa ricetta. In una coppa ho preparato pelati a pezzetti, sale e odori vari di arrosti, lasciando tutto a crudo, poi ho tagliato il pollo a pezzetti e, uno per uno, li ho immersi nell’intingolo che avevo preparato e lì ho girati e rigirati con molta cura affinché si impregnassero bene. In una teglia da forno ho messo olio, cipolla tagliata molto sottile, il pollo, patate a spicchi, salvia e rosmarino. Il pollo è piaciuto talmente che ogni tanto, anche quel mio amico me lo chiede».

Un’altra sua specialità, visto che i piatti che cucina bene coincidono con i suoi piatti preferiti?

«Le melanzane alla parmigiana a me piacciono moltissimo. Ci sono vari modi di farle, e anche per gli ingredienti c’è qualche diversità. Io invece della mozzarella metto una caciotta fresca a fettine sottili e quando ce l’ho, anziché il parmigiano grattugiato, uso il caciocavallo ragusano. Insomma, la preparo a modo mio e devo dire che ho una grande soddisfazione ogni volta che la propongo ai miei ospiti. E’ stata quasi una gara con me stesso riuscire ad ottenere i complimenti dei miei commensali».

Come mai?

«C’è stato un periodo in cui ero stato invitato diverse volte da miei colleghi, sempre diversi, che avevano preparato la parmigiana di melanzane vantandosi delle proprie doti. Io l’apprezzavo, ma consideravo la mia decisamente migliore. A un certo punto mi è venuta voglia di fargliela assaggiare. Ho organizzato un pranzo e ho invitato anche alcune delle persone che incensavano tanto la propria parmigiana. Tra gli altri c’era anche Anita Zagaria, napoletana e ottima cuoca. Alla fine proprio lei, che in effetti non si era mai vantata, mi ha detto: “Sai, a me mi chiamano miss parmigiana per come sono brava, ma devo ammettere che davanti a questa tua depongo il titolo e riconosco la tua bravura».

C’è un piatto che è tra i suoi preferiti e ha scoperto casualmente?

 «Gli spaghetti alla bottarga che ho mangiata la prima volta a casa di conoscenti casuali. Ero ad Alghero con uno spettacolo diretto ed interpretato da Glauco Mauri. Degli amici del direttore del teatro ci invitarono a cena dopo lo spettacolo e ci offrirono la pasta con la bottarga che mi entusiasmò con mia meraviglia».

Perché meraviglia?

«Perché non dico che avessi delle preclusioni nei confronti della bottarga, ma pur avendola sentita giudicare bene non mi dava tutta questa fiducia. L’idea che fossero le uova di tonno, mi faceva pensare che non doveva essere granché. Poi io sono uno curioso, in qualunque ristorante vado se trovo un piatto che non ho mai assaggiato, lo prendo. Così presi anche la bottarga e fui contentissimo di scoprire questo nuovo piatto che spesso propongo nei miei pranzi».

Lei ha parlato sempre di pranzi. Quindi non organizza cene?

 «No, perché, abitando in provincia di Roma, per la precisione a Castel Sant’Elia, vicino Nepi, in provincia di Viterbo, è chiaro che venire a cena e poi ritornare a casa per i miei amici sarebbe un po’ antipatico. Invece organizzo pranzi, così ci si gode il borgo medioevale dove abito e si torna con calma a Roma. Le cene le organizzo solo per la mia compagna, con la quale sto insieme da 29 anni, ma abitiamo in case diverse. Ogni tanto, quindi, faccio qualche cena con lei, magari a lume di candela».

 

LE RICETTE DI ANDREA TIDONA

Pollo al forno a modo mio

Melanzane alla parmigiana a modo mio

Spaghetti alla bottarga

LA BIOGRAFIA DI ANDREA TIDONA

Summary
ANDREA TIDONA: «Ho fatto gradire il pollo ad un amico al quale non era mai piaciuto»
Article Name
ANDREA TIDONA: «Ho fatto gradire il pollo ad un amico al quale non era mai piaciuto»
Description
In cucina non mi limito alle ricette che conosco perfettamente perché mi sono state insegnate da mia madre o da qualche amica, ma mi diverto anche a cambiare, ad inventare.
Author
Publisher Name
Andrea Face