CESARE BOCCI: «Con Zingaretti, spaghetti alle vongole alle otto del mattino»

«Gli spaghetti con le vongole mi sono sempre piaciuti, ma ricordo bene che dall’estate del 2008 per me sono diventati un piatto eccezionale e ogni volta che li mangio non posso fare a meno di mettermi a ridere».

Il motivo?

«E’ il ricordo di quando li ho mangiati. Stavamo girando una scena dei nuovi episodi del commissario Montalbano questi spaghetti con le vongole, mangiati alle otto e tre quarti del mattino, erano buonissimi».

Come ha detto scusi?

«Proprio così. La scena era ambientata sulla verandina di una trattoria molto modesta messa quasi a filo d’acqua tanto che scendendo due gradini ti trovavi a mare. Luca Zingaretti ed io stavamo in questa trattoria, mangiavamo questi spaghetti, molto buoni, e ridevamo come pazzi dicendoci: “Ma ci pagano anche”. Era divertente guardarci intorno e vedere i tecnici, in costume da bagno, che mantenevano i pannelli dei riflessi delle luci con le gambe nell’acqua. Appena si dava lo stop loro posavano i riflessi a riva e si tuffavano, si rinfescavano e poi tornavano a fare il loro lavoro. E noi mangiavamo questi spaghetti buonissimi in un orario così improbabile».

Ma non vi dava fastidio?

«Assolutamente no. Quando si gira, la sveglia al mattino suona molto presto, perché devi andare sul set, truccarti, indossare gli abiti di scena. Insomma, alle otto e tre quarti sei sveglio già da un bel po’ di tempo. Inoltre la trattoria era vera, si trova a Punta Secca, in provincia di Ragusa, e i proprietari ci tenevano a prepararci qualcosa di buono, piuttosto che piatti finti, per cui diventava davvero difficile fingere di mangiare, come è consuetudine. Insomma, noi ci divertivamo. Del resto tutti i miei piatti preferiti sono legati a episodi divertenti».

Ce ne dice un altro?

«Ho il ricordo ancora vivissimo di una carbonara fatta da mio cugino quando eravamo poco più che adolescenti ed era legata ad una delle prime uscite che i nostri genitori ci permettevano. Io credo che avessi sedici anni, vivevo in un paesino delle Marche, Camporotondo di Fiastrone, in provincia di Macerata, e non è che ci fossero tante libertà. Andai a dormire a casa di mio cugino, figlio di uno chef fratello di mia madre, bravissimo, e questo mio cugino sapeva cucinare bene pure lui. I suoi genitori non c’erano, quindi per fargli compagnia i miei mi avevano lasciato andare a casa sua. Naturalmente prima di andare a letto facemmo un bel giro e ritornammo tardissimo, tipo mezzanotte, mezzanotte e mezza, cosa che normalmente non avremmo mai potuto fare. E a quell’ora lui cucinò questa carbonara che mi è rimasta impressa, tanto che la ricordo come se l’avessi mangiata cinque minuti fa».

Ed è anche in grado di farla?

«Certo, la carbonara, gli spaghetti con le vongole e tante altre pietanze. Mi piace molto cucinare. In fondo per me mangiare è gioia, è allegria. E organizziamo spesso delle cene, soprattutto per accontentare Daniela, la mia compagna».

Ci fa capire?

«Vede, a lei piace molto fare i dolci. Ma mica si possono fare i dolci solo per tre persone: Daniela, io e nostra figlia. Allora organizziamo le cene così lei si diverte a fare i dolci. Scherzo naturalmente. Il fatto è che ci piace cucinare, tanto che Daniela gestisce una scuola di cucina, ci piace stare in compagnia, quindi ci diamo da fare spesso. Lei, in genere, si occupa dei primi, io mi diletto di più negli arrosti, nelle carni, nel pesce. Ogni tipo di pesce. C’è il tonno, ad esempio, che preparo in vari modi. Alcune ricette me le ha insegnate Giancarlo Falchi, un amico sardo, cuoco fantastico per passione, non per mestiere. A Pasqua di qualche anno fa siamo stati ospiti a casa sua, a Porto Paglia, in provincia di Iglesias e ci ha preparato varie specialità sarde. Tra queste anche il brabbacialis, ovvero delle fette di collo di tonno alla brace bagnato con il limone, che al solo pensarci mi viene ancora l’acquolina in bocca».

 

LE RICETTE DI CESARE BOCCI

Spaghetti con le vongole

Bucatini alla carbonara

Tonno alla brace al limone

LA BIOGRAFIA DI CESARE BOCCI

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CESARE BOCCI: «Con Zingaretti, spaghetti alle vongole alle otto del mattino»
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CESARE BOCCI: «Con Zingaretti, spaghetti alle vongole alle otto del mattino»
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Quando si gira, la sveglia al mattino suona molto presto, perché devi andare sul set, truccarti, indossare gli abiti di scena. Insomma, alle otto e tre quarti sei sveglio già da un bel po’ di tempo, per cui mangiare spaghetti con le vongole non era davvero un problema. Luca Zingaretti ed io stavamo in questa trattoria, che era vera, mangiavamo questi spaghetti, molto buoni, e ridevamo come pazzi dicendoci: “Ma ci pagano anche”.
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Andrea Face