DENNY MENDEZ: «A Santo Domingo mia nonna cucinava la trippa all’italiana»

«In cucina sono abbastanza brava, ma poiché mi piace molto cucinare e deliziare i palati delle persone che invito, vorrei migliorare. Tra i miei progetti, infatti, c’è quello di perfezionarmi, e per questo, quando posso, vado da uno chef a prendere delle lezioni. Poi, magari, io insegnerò a lui qualche piatto dominicano».

Chi parla è Denny Mendez, Miss Italia 1996, nata a Santo Domingo e trasferitasi in Italia all’età di undici anni. Ormai attrice affermata, pur vivendo nel nostro paese da tanti anni, Denny non ha dimenticato tante specialità dominicane tra cui, quella che preferisce, è il sancocho.

Di che cosa si tratta?

«E’ una sorta di minestrone dove, però, ci sono anche diversi tipi di carne: pollo, vitello, maiale. Tra gli altri ingredienti c’è il plantano, una sorta di banana dritta, verde, che si cucina in vari modi. In questo caso si fa bollire con le altre verdure e le spezie. E’ un piatto sostanzioso che mi piace moltissimo anche perché io adoro le zuppe, i minestroni, la cucina povera, non perché disdegni quella sofisticata, però tutti i miei ricordi sono legati a un’adolescenza, un’infanzia vissuta con cibi non necessariamente elaborati».

E al sancocho che ricordo è legato?

«Un momento di grande gioia per me: la mia Prima Comunione. La gioia dipendeva dai miei sentimenti religiosi, naturalmente, ma anche dalla preparazione che notavo intorno a me per il grande giorno. Era emozionante vedere l’impegno dei miei familiari dedicato alla grande festa che stavano preparando. Un’occasione unica per riunire tutti i parenti a casa mia per prender parte al grande banchetto preparato per me con tante pietanze tra cui il sancocho».

Un piatto che lei fa anche qui in Italia?

«Certamente. Sia per nostalgia, sia per il piacere di poterlo proporre ai miei amici, italiani e non, che lo gradiscono molto. Qui riesco a trovare tutti gli ingredienti ai quali, in verità, ne ho aggiunto uno, il rosmarino, che a Santo Domingo non c’è. Secondo me ne arricchisce il gusto».

Avrà imparato anche la cucina italiana.

«Sì. Ero così piccola quando sono venuta in Italia che è proprio qui che ho imparato a cucinare. Anche il sancocho mia madre e mia nonna me lo hanno insegnato qui. E a proposito di mia nonna, c’è un piatto che lei preparava spesso quando ero piccola, che fa da legame tra la cucina dominicana e quella italiana: la trippa».

Si cucina anche a Santo Domingo?

«Sì, mia nonna la preparava quando tutta la famiglia si riuniva per fare il pranzo insieme. E’ un ricordo d’infanzia che ho. Non è che abbia imparato a cucinarla fin da allora, ma ricordo la nonna che se ne occupava, guardavo mentre la faceva bollire per tanto tempo, la osservavo mentre la preparava. Per noi era il pranzo della domenica».

Addirittura?

«Sa, io non posso dire che la mia famiglia navigasse nell’oro, quindi per me la trippa era un piatto ricco. Ci sono persone che si meravigliano, c’è un po’ di prevenzione verso questa pietanza. A me, invece, piace molto. Io adoro la cucina, diciamo, casereccia, e la prima cosa che ho mangiato quando sono venuta a Roma è stata proprio la trippa alla romana. Volevo vedere le differenze».

E le ha trovate?

«Quasi per niente. Mia nonna la faceva con il pomodoro e anche un po’ piccante, proprio come qui. Però in Italia ho scoperto che si fa anche in bianco ed io la preferisco, condita con olio e limone. E non metto il peperoncino, perché il piccante non mi piace. I dolci, invece, li adoro».

Il suo preferito?

«Non può che essere la torta millefoglie, che mi ricorda la vittoria a Miss Italia. Sa, dopo la gara c’è la cena di gala e alla fine della cena è accaduta una cosa bellissima: è arrivata una torta millefoglie con sopra riprodotto il mio volto. Sono rimasta senza fiato, è stato molto emozionante. Una torta tutta per me decorata in maniera stupenda. Si dovevano fare le foto, ma io non riuscivo a guardare verso i fotografi perché ero presa dalla bellezza del dolce e non vedevo l’ora di tagliarlo. Quando finalmente l’ho fatto, credo di averne mangiato almeno tre fette».

Quindi quando lei la fa pensa a quella sera?

«E’ inevitabile. Ho imparato a farla bene, però anche qui ho apportato una piccola variante. Nella crema pasticcera ho sostituito il latte normale con quello di cocco. Mi sembra più gustosa, e sicuramente è più leggera».

 

LE RICETTE DI DENNY MENDEZ

Sancocho

Trippa in bianco

Millefoglie

LA BIOGRAFIA DI DENNY MENDEZ

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DENNY MENDEZ: «A Santo Domingo mia nonna cucinava la trippa all'italiana»
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DENNY MENDEZ: «A Santo Domingo mia nonna cucinava la trippa all'italiana»
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Sì, non posso dire che la mia famiglia navigasse nell’oro, quindi per noi la trippa era un piatto ricco. E’ un ricordo d’infanzia che ho. Non è che abbia imparato a cucinarla fin da allora, ma ricordo la nonna che se ne occupava, guardavo mentre la faceva bollire per tanto tempo, la osservavo mentre la preparava. Per noi la trippa era il pranzo della domenica».
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Andrea Face