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Il vincitore dello Strega 2019

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Il 4 luglio è andata in scena l’ultima fase del premio Strega, il più ambito riconoscimento tributato in Italia alla letteratura. Quest’anno il premio è stato assegnato ad Antonio Scurati, nome conosciuto nel panorama delle belle lettere e già due volte finalista nella cinquina ma mai vincitore.

Il titolo che è valso a Scurati la vittoria è M. Il figlio del secolo, poderoso studio (840 pagine) sulla figura di Mussolini. L’autore assicura che si tratta solo del primo di tre volumi che vedranno la luce in futuro e voci di corridoio parlano di una fiction che ne sarà tratta. Allo stato attuale, comunque, quello di Scurati è già un trionfo, con 180.000 copie vendute e con il privilegio di aver portato in casa Giunti il primo Strega della sua storia. L’autore è uno dei nomi più rilevanti della scuderia Bompiani, infatti, da poco entrata a far parte del grande gruppo fiorentino facente capo a Giunti.


Durante la premiazione Antonio Scurati si è nascosto dietro ad un velo di serietà e distacco che, probabilmente, nascondeva l’emozione di chi cerca per la terza volta di raggiungere una meta agognata e fatica a crederci fino in fondo. Appena bevuto il sorso di liquore Strega di prassi, infatti, Scurati è sceso dal placo senza aggiungere un commento e strappando al collega Sandro Veronesi l’urlo dalla platea che lo invitava, almeno, a piangere.

cinquina strega 2019
La cinquina dello Strega edizione 2019 (Antonio Scurati, vincitore, sulla destra)

Invece Scurati si è comportato con l’aplomb che lo contraddistingue e, così come non aveva dato sfogo a lamentele nelle due precedenti occasioni, non ha questa volta ecceduto nei festeggiamenti.

La vittoria, però, non deve essere stata poca cosa per lui che ha lavorato per ben cinque anni a questo accuratissimo volume che racconta, unendo il dettaglio storico alla rivisitazione romanzesca, gli esordi dell’uomo Benito Mussolini.

M. Il figlio del secolo

Stupisce la ricerca attenta e scrupolosa con cui Scurati si è documentato su ogni singolo avvenimento della vita di un uomo che, obiettivamente, ha cambiato il corso della storia italiana e mondiale. Sul fatto che i cambiamenti provocati non siano positivi, Scurati non ha dubbi. Non esprime giudizi né si piega a rivisitazioni fantasiose ma analizza con ordine e diligenza tutti i documenti che ha trovato, per dare al suo lavoro il valore della verità.

Sul sito della Bompiani è scritto che M. Il figlio del secolo è certamente un romanzo ma che di romanzato non ha proprio nulla. Il senso di questa affermazione è nel voler riconoscere all’autore il distacco con cui è riuscito a mettere a fuoco un’esistenza come quella di Benito Mussolini di cui, per come lo conosciamo, certamente non subisce il fascino.

Questo primo volume della trilogia promessa si occupa degli anni dal 1919 al 1925, ossia di quelli che portano l’ex maestro romagnolo, già direttore dell’Avanti, il quotidiano socialista, alla guida di quel movimento populista che diventerà il Partito dei Fasci dei Lavoratori e che consegnerà l’Italia a venti anni di feroce dittatura conclusi con la guerra più tragica che la storia umana abbia conosciuto.

In un’intervista rilasciata al Manifesto il 23 aprile scorso, Scurati affermava che parlare di Mussolini serve a liberarci di lui e siamo certi che è questo lo spirito con cui si è posto di fronte a questa ingombrante personalità.

Redazione
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