NINA SOLDANO: «Ricordo con nostalgia il timballo di patate che mi preparava mia nonna»

«La mia infanzia, le vacanza a Vieste, il mare, mia nonna. Tutto questo mi porta alla memoria il timballo di patate, certamente uno dei miei piatti preferiti che lei preparava esclusivamente per me. Io ho un fratello minore molto più piccolo, ma quando andavo in vacanza in Puglia ero ancora figlia unica, quindi coccolata da tutti e particolarmente da mia nonna».

Che la coccolava anche con questo piatto?

«Mi coccolava con tutto, ma questo piatto lo ricordo in modo particolare perché allora in Puglia, come in tutto il meridione e non solo, c’era l’usanza di andare tutti insieme nelle spiagge libere e ci si portava dietro il pranzo. Ma non una cosetta leggera. Mia nonna, ad esempio, portava spesso, appunto, il timballo di patate. Non era certo un piatto leggero, ma si usava così, ed era una festa».

E lei lo cucina adesso?

«Sì, ma non per portarlo al mare, dove preferisco tenermi molto leggera. Il timballo spesso lo preparo quando invito degli amici a cena, anche perché non è poi così difficile. Si mettono le patate a lessare e si tolgono a metà cottura. Si fa cuocere il riso e anche quello si scola molto al dente. Poi, in una teglia da forno, si dispongono le patate, il riso, i pomodori, l’origano, le olive nere, un filo d’olio e il sale. Si mette tutto al forno, ogni tanto si gira, si assaggia, e quando è pronto si serve a tavola. E’ come se fosse un piatto unico, ed è buono anche freddo».

Lei ha apportato modifiche a come lo faceva sua nonna?

«No, perché quella è una cosa che fa parte del mio vissuto, del mio passato, non potrei mai cambiare un sapore che viene da un ricordo infantile. Ho cercato, invece, di imparare alla perfezione la ricetta di mia nonna. Particolarmente a capire il punto giusto della cottura del riso».

Perché proprio del riso?

«Perché il riso è una delle pietanze che preferisco. Mi piacciono molto i risotti di ogni tipo. Ce n’è uno molto semplice che mi fece mia madre il giorno in cui compivo 15 anni. Poiché a me piace molto anche il pollo, le venne l’idea di farlo, appunto, con il petto di pollo tagliato a bocconcini, rosolato in un soffritto leggerissimo, aggiungendo poi il riso con il brodo di dado. Da quella volta, ad ogni mio compleanno, l’ho sempre voluto così. Ed anche oggi, quando ho la possibilità di festeggiarlo invitando degli amici, lo propongo. In questo caso una piccola variante l’ho fatta. Quando il riso è cotto, a fuoco spento, aggiungo un po’ di panna e mescolo per farla amalgamare».

Sicuramente gli amici che vengono a cena da lei non possono lamentarsi della sua cucina.

«Penso proprio di no, specie quando concludo la cena con le frittelle zuccherate».

Un’altra specialità di famiglia?

«Cosa vuole, sarò monotona, ma tutto quello che ho imparato a fare davanti ai fornelli l’ho imparato da mia madre e da mia nonna. Queste frittelle, ad esempio, erano un dolce natalizio. Io guardavo mia nonna o mia madre mentre preparavano l’impasto e subito avevo l’acquolina in bocca. Già immaginavo il profumo e il sapore. Per me era il dolce tipico di Natale ed anche oggi le faccio solo nel periodo natalizio. Sono semplicissime, occorrono farina, acqua e lievito. Dopo aver fatto in bell’impasto, si mettono a lievitare a lungo in un luogo caldo. Poi, con un cucchiaio, si versa di volta in volta questa pasta cresciuta nell’olio bollente e si formano delle palline che, una volta dorate, si tolgono dall’olio si mettono un po’ ad asciugare sulla carta da cucina, poi si passano in un vassoio bello grande e si versa lo zucchero».

Anche queste le prepara per i suoi amici?

«Nel periodo natalizio direi quasi tutti i giorni. No, non è che invito a casa mia tutti i giorni, ma dovunque si decide di stare insieme, di fare una tombolata, è d’obbligo che la Soldano arrivi con una bella ciotola di pasta cresciuta pronta, e si metta a friggere le frittelle per tutti».

LE RICETTE DI NINA SOLDANO

Timballo di patate

Risotto con petto di pollo

Frittelle zuccherate

LA BIOGRAFIA DI NINA SOLDANO

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NINA SOLDANO: «Ricordo con nostalgia il timballo di patate che mi preparava mia nonna»
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NINA SOLDANO: «Ricordo con nostalgia il timballo di patate che mi preparava mia nonna»
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Oggi me lo preparo da sola, ma non per portarlo al mare, dove preferisco tenermi molto leggera. Il timballo spesso lo preparo quando invito degli amici a cena, anche perché non è poi così difficile. Inoltre è come se fosse un piatto unico, ed è buono anche freddo.
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Andrea Face