SARA ZANIER: «Stupii i miei genitori preparando per loro pasta al ragù di soia che gustarono molto»

«Da quasi sei anni sono vegetariana», dice Sara Zanier, «quindi mi vengono in testa solo piatti e ricordi recentissimi. Non posso certo parlare di quello che mangiavo fino a pochi anni fa, con carne e pesce. Data la mia scelta mi sembrerebbe sbagliato considerando che mi chiede di piatti preferiti».

Chi parla è, appunto, l’attrice Sara Zanier, che in queste settimane vediamo tra i protagonisti di “Non dirlo al mio capo 2”, in onda il giovedì, in prima serata, su Rai 1, con Vanessa Incontrada e Lino Guanciale. Lei è Nina Valenti, la bionda e bellissima moglie separata di Enrico Vinci, Lino Guanciale, appunto, che cerca di riconquistare il marito del quale è innamorata Lisa Marcelli, ovvero Vanessa Incontrada. E giustamente, essendo diventata vegetariana, non può più considerare tra i suoi preferiti i piatti che mangiava fino a sei anni fa.

Cosa l’ha spinta a diventare vegetariana?

«In fondo l’ho sempre un po’ pensato, in quanto sono sempre stata molto amante degli animali che ho sempre avuto intorno fin da piccola. Non solo cani e gatti, che non costituiscono cibo, ma anche galline, papere, conigli. Quando ti nascono i figli, poi, scatta un meccanismo che ti spinge ad essere migliore di quello che sei sempre stata. E ho cominciato a pensarci».

E come è arrivata alla decisione?

«Un giorno, che mi ricordo come ieri, ho visto dei video di macelli, allevamenti intensivi, cose tremende. E lì è scattata la molla e ho deciso di non mangiare più carne. Io ero una carnivora pesante, per cui posso capire chi non riesce a farne a meno, ma ero talmente nauseata da questi video che ho deciso di provare a non cibarmi più di animali. La consapevolezza di riuscire a cucinare senza aver fatto uccidere nessuno, mi dava gioia».

Lei ama cucinare?

«In verita, se devo cucinare per me rimane un qualche cosa legato alla sopravvivenza. Prendo quello che ho e mangio. Perché poi sono anche molto pratica e pigra. Se devo cucinare per altri, allora la cosa cambia. Il cibo per me ha un valore sociale, è uno strumento di aggregazione. Cucinare è un po’ una forma d’amore, è un regalo che fai. Quando devo preparare per Sole, mia figlia, che ha quasi sei anni, allora mi diverto. Anzi, a questo proposito mi viene da pensare ad un piatto che ho inventato al momento e costituisce un ricordo recente».

Racconti.

«È una cosa di qualche settimana fa. Una ricetta inventata lì per lì con mia figlia. Ho deciso di fare la pasta in casa, che non avevo mai fatto, e di coinvolgerla».

Ha preparato la pasta anche sua figlia?

«Sì, diciamo che Sole mi aiutava. È logico, per lei era un gioco. Si è divertita ad impiastricciare tutto. Figurarsi, mettere le mani nella farina con l’uovo… non vedeva l’ora. Comunque siamo riuscite a fare le tagliatelle e per condirle ho preparato un pesto che mi sono inventato al momento, senza aglio, per non farlo pesante, ma con l’avocado. È venuto un piatto buonissimo che penso di ripetere spesso, e abbiamo passato insieme delle bellissime ore».

Questo è l’ultimo, quindi. Invece il primo piatto vegetariano che ha preparato?

«In verità il passaggio non è stato così semplice. Quando decidi di non mangiare più carne, capisci quanta quantità ne mangi tutti i giorni, anche se sei convinto del contrario. Perché una volta mangi l’affettato, oppure fai il ragù, o qualcosa con la pancetta. Di conseguenza non è facile cucinare vegetariano all’improvviso, perché ti rendi conto che la carne la adoperi continuamente. Quindi i primi mesi che avevo preso la decisione, ho dovuto fare diversi esperimenti, inventarmi varie pietanze. Ricordo però la prima volta che ho cucinato per degli ospiti».

Ovvero?

«Io vivo a Santarcangelo di Romagna e una volta, ero diventata vegetariana da poco, venne un gruppo di amici che giravano un documentario in zona. Li ho invitati a pranzo, e dopo averlo fatto passai ore a decidere cosa proporre che fosse vegetariano, ma anche di loro gradimento. Alla fine mi venne in mente un piatto siciliano che mi piace moltissimo, ma che non avevo mai preparato: la pasta alla Norma. Il sugo per condirla è di pomodoro semplice, poi ci sono le melanzane, la ricotta salata, che adoro, il basilico. Insomma, tutto vegetariano, però è un piatto eccezionale che ottenne un notevole successo».

Va bene, ma questo è un piatto tradizionale, non un’invenzione vegetariana.

«Vuole una cosa originale? Gliela servo subito. Pasta al ragù».

Come ha detto, scusi?

«Anche i miei genitori mostrarono la sua stessa meraviglia, quando proposi loro di preparare la pasta al ragù. Sapevano che ormai ero vegetariana, quindi non capivano come potessi fare quel sugo senza carne. Ma alla fine restarono piacevolmente sbalorditi. Mio padre è rimasto quasi scioccato, ha detto che sembrava veramente un ragù fatto con la carne. Restarono talmente entusiasti che il giorno dopo dovetti rifarlo per insegnare la ricetta a mia madre, che cucina benissimo, ma volle imparare a preparare il mio ragù vegetariano. Fu una bella soddisfazione e la cosa divertente è che da allora, ogni volta che vengono, mio padre mi chiede di prepararglielo».

 

LE RICETTE DI SARA ZANIER

Tagliatelle con il pesto a modo mio

Pasta alla Norma

Ragù di soia

LA BIOGRAFIA DI SARA ZANIER

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SARA ZANIER: «Stupii i miei genitori preparando per loro pasta al ragù di soia che gustarono molto»
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SARA ZANIER: «Stupii i miei genitori preparando per loro pasta al ragù di soia che gustarono molto»
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Sapevano che ormai ero vegetariana, quindi non capivano come potessi fare quel sugo senza carne. Ma alla fine restarono piacevolmente sbalorditi. Mio padre è rimasto quasi scioccato, ha detto che sembrava veramente un ragù fatto con la carne. Restarono talmente entusiasti che il giorno dopo dovetti rifarlo per insegnare la ricetta a mia madre, che cucina benissimo, ma volle imparare a preparare il mio ragù vegetariano.
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Andrea Face